Clienti imbruttiti :)))

Anche noi abbiamo i nostri clienti “imbruttiti” :)))))))))))))))))))))).

 

Con tutto il bene che vogliamo loro, non solo perchè sostengono e fanno crescere Area 81, ma anche per aver costruito ormai rapporti consolidati di lealtà e stima reciproca, ci sono comunque dei modi di dire, frasi fatte, risposte scontate che ormai siamo abituati a sentire…ecco una top list!

 

attenzione: post di natura scherzosa, meglio sottolinearlo!

 

1 “è tutta carta”

2 “tanto poi non guardano niente”

3 “tutte cose che non servono a nulla”

4 “voi sì che fate un bel lavoro”

5 “è come parlare con il muro”

6 “gli artigiani mi fanno meno”

7 “la maggior parte dei miei colleghi non ha fatto nulla”

8 “il mio vicino ha fatto tutto a metà prezzo”

9 “fatto questo sono a posto?”

10 “pensavo di spendere meno”

 

Ecco le spiegazioni in breve:

 

1 “è tutta carta”

Anche se ormai siamo nel mondo dell’elettronico (fogli elettronici, firme digitali, invii telematici) questa frase è un grande classico duro a morire.

Riferito a tutto (e quindi a niente?) e a niente di preciso, in realtà comprende in genere tutti gli obblighi del datore di lavoro per mettersi a norma: “tutta carta” perchè alla fine gli adempimenti si formalizzano (formalizzavano ormai) su fogli A4 (attestati di formazione, esiti di esami, documenti di valutazione dei rischi).

Non serve credo una spiegazione per svelare l’insensatezza (e il pericolo!) nel credere in questa affermazione!.

 

2 “tanto poi non guardano niente”

Siamo un po’ piu’ avanti nella conversazione della nostra opera di consulenza sicurezza sul lavoro, e siamo arrivati al punto in cui si parla di chi puo’ controllare l’adeguatezza dei documenti: non solo organi di vigilanza, ma (piu’ spesso e con piu’ facilità) i soggetti che richiedono elenchi infiniti agli appaltatori.

In cima alla lista dei “richiedenti” piu’ severi stanno i coordinatori di cantieri; non scherzano però ormai anche alcuni committenti, soprattutto quelli dotati di ufficio “ambiente e sicurezza”, dove hanno un preposto che per 8 h ore terrorizza i padroncini con raffiche di mail.

Sappiamo in realtà che le innumerevoli richieste davvero hanno davvero origine dal sacro Testo Unico Sicurezza e che la vera paura del datore di lavoro non è tanto quella dei controlli di Ats e Ispettorato (che pur ci sono) ma è quella di poter lavorare per mancanza di documenti idonei.

 

3 “tutte cose che non servono a nulla”

Cugina di quella sopra, questa affermazione in realtà si riferisce alla realtà quotidiana, fatta ancora di fatica, sudore, rischio congenito di farsi male…si vuole proseguire convinti che la prevenzione, la protezione (dispositivi di protezione individuale), la formazione (per informare e formare le nuove leve di lavoratori), non incidono sul miglioramento delle condizioni di lavoro e sulla riduzione degli infortuni.

Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire (e capire).

 

4 “voi sì che fate un bel lavoro”.

Camuffandosi da finto complimento, questo ever green non tramonta mai.

Detto dai datori di lavoro che con finta invidia e malcelata ironia ci comunicano in realtà cio’ che pensavo davvero! che i consulenti siano il realtà burocrati protetti e che non facciamo il vero lavoro sul campo…

Corrono però sempre da noi con preghiere quando sanno di essere in fallo implorandoci di sistemarli (tradotto: organizzare o preparare cio’ che si sono dormiti: visite mediche, piani operativi di sicurezza, aggiornamento della formazione..)

 

5 “è come parlare con il muro”

Qui noi siamo per fortuna fuori…

Purtroppo ci si riferisce ai lavoratori (alcuni) che non ascoltano (o non vogliono farlo) le disposizioni del datore di lavoro.

Conosciamo purtroppo la frustrazione di chi, oltre ad avere la responsabilità del lavoro di “mandare avanti l’azienda” ha anche l’obbligo morale non solo per legge, di occuparsi della salute e sicurezza dei lavoratori, anche quando questi ultimi sono restii alla collaborazione (compito quindi in salita)…Capi non mollate!!!

 

6 “gli artigiani mi fanno meno”

sì ma “gli artigiani” (Unione degli Artigiani, ndr) COSA ti fanno meno? e meno di chi???

L’occhio va sempre velocissimamente all’ultimo numero in basso a destra (prezzo totale) mostrando pigrizia nel soffermarsi nella lettura dei contenuti di un preventivo!

Siamo sempre (sempre) disponibili e aperti al confronto tra le singole voci e aspetti offerti dalle altre realtà…

Molte volte non è meno ma di piu’!

#confrontiamoinsieme

 

7 “la maggior parte dei miei colleghi non ha fatto nulla”

Si intende colleghi di lavoro (parrucchiere riferito ad altri parrucchieri conoscenti ad esempio…).

In realtà è un detto che sta per tramontare.

Primo perchè si sa che ormai non è piu’ così: l’informazione (internet, passaparola, commercialista) è arrivata a tal punto che difficile trovare anche piccole realtà sprovviste di tutto.

Almeno un corso di primo soccorso ce l’hanno tutti…(ma non basta affatto!!)

 

Secondo perchè non è piu’ la “maggior parte” a non aver fatto nulla ma è la minoranza…sono ormai meno in termini percentuali le attività che non si sono ancora adeguate alla normativa di sicurezza del lavoro.

 

8 “il mio vicino ha fatto tutto a metà prezzo”

Anche qui occorre verificare: ci puo’ stare…ma già nell’approssimazione “ha fatto tutto”…ci si fida poco, denota una scarsa conoscenza del settore da parte di chi parla…

E poi attenzione che gli obblighi sono diversi da realtà a realtà. Un’azienda potrebbe avere la necessità di effettuare delle visite mediche specialistiche o delle valutazioni o dei corsi che il vicino non è tenuto a fare (lavori in quota o su piattaforme elevabili, esami del sangue, esami tossicologici…).

Ogni realtà è a sè stante!

 

9 “fatto a questo sono a posto”

Situazione altamente pericolosa perchè traspare il credo che: via il dente via il dolore.

Che cioè una volta speso un tot ed ottenuto attestati e documenti, il datore di lavoro sia “libero” da obblighi ed impedimenti e possa continuare sereno la sua attività.

Nulla di piu’ sbagliato!

Il nostro supporto e consulenza collaborativa per collocare l’azienda nei confini dei regolamenti vigenti è solo l’inizio di uno sforzo di applicazione e mantenimento da parte del datore di lavoro (e per alcuni aspetti solo sua)…

Non è tanto fare le cose ma mantenerle in efficienza continua! (sorveglianza dei lavoratori, richiami, correzioni su cattive condotte etc etc…)

 

10 “pensavo di spendere meno”

Affermazione pronunciata per lo piu’ dopo la presentazione dei lavori e del correlato preventivo…richiama i punti “gli artigiani mi fanno meno” insieme a “al vicino hanno fatto meno”…

E’ tutto relativo e da contestualizzare.

 

Soprattutto, fidatevi, non si possono fare mai confronti fra realtà diverse perchè ogni azienda è un mondo a sè!!!

 

ps: ogni riferimento, fatto o situazione in questo post è puramente casuale e frutto della mia fantasia..(o no? :))))))

 

Un abbraccio a chi ci dà fiducia per la prima volta e, soprattutto,  a chi continua a darcela dopo tanti anni!

 

#noicisiamo

Diego

Il prete ha commesso peccato

Il prete ha commesso peccato, per aver permesso ad un volontario di lavorare in chiesa su una scala ad un’altezza considerevole senza adeguate misure di protezione.

Il volontario si è poi fatto male cadendo dalla scala.

Ecco il fatto:

Infortunio accaduto in una chiesa a un lavoratore che, utilizzando una scala dell’altezza di tre metri circa, è caduto nel mentre stava svolgendo dei lavori di pitturazione.

Il parroco è stato condannato anche in Cassazione per delitto di lesioni personali colpose con violazione della normativa antinfortunistica.

Ricordiamo che oltre i 2 metri il lavoro è considerato lavoro in quota e quindi vanno adottate tutte le misure di prevenzione e protezione richieste dalla normativa

 

Se ne deduce che

Così come il datore di lavoro è responsabile della sicurezza dei propri lavoratori, anche il parroco ha la direzione dell’attività della parrocchia e assume la posizione di garanzia nei nei confronti di chi presti, anche occasionalmente e su base volontaria, il proprio lavoro al suo interno, rispondendo pertanto delle eventuali lesioni personali.

Per saperne di piu’

https://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/rubriche-C-98/sentenze-commentate-C-103/sulla-responsabilita-del-parroco-per-un-infortunio-AR-18896/

 

delega di funzioni a un solo datore di lavoro

Abbiamo già ricordato l’importanza di definire il datore di lavoro effettivo in presenza di piu’ soci lavoratori.

Tuttavia ci sentiamo di riprendere il tema dato che abbiamo assistito realmente a situazioni in cui, in assenza di delega di funzioni, l’organo di vigilanza ha comminato la stessa sanzione a tutti i soci datori di lavoro.

Nelle società con piu’ datori di lavoro (s.a.s. e s.n.c. ma anche spa e srl dove ci possono essere piuì amministratori) la responsabilità grava su tutti i soci indistintamente; ciascun socio è chiamato ad adottare le misure necessarie alla tutela dell’integrità fisica dei lavoratori (obbligo solidale).

Nel caso quindi di inosservanze, le sanzioni saranno comminate a tutti i soci, moltiplicando così l’addebito.

Il testo unico sulla sicurezza (d.lgs. 81/08, art. 16) permette, però, di trasferire ad uno solo dei soci, con la delega di funzioni, la responsabilità in materia di prevenzione degli infortuni e di igiene del lavoro, purché siano osservate precise condizioni:

  • a) che essa risulti da atto scritto con data certa;
  • b) che il delegato possegga tutti i requisiti di professionalità ed esperienza richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate;
  • c) che essa attribuisca al delegato tutti i poteri di organizzazione, gestione e controllo richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate;
  • d) che essa attribuisca al delegato l’autonomia di spesa necessaria allo svolgimento delle funzioni delegate;
  • e) che la delega sia accettata dal delegato per iscritto.

In questo caso solo il delegato risponde agli obblighi e alle sanzioni.

Contattateci in caso di necessità.

Dr. Diego Panzeri

 

CV INVERSO

Ricevo Curriculum Vitae da anni.

Li leggo tutti, qualcuno lo conservo, la maggior parte li cestino.

 

Purtroppo mi accorgo che è ancora prassi mandare CV a pioggia, nella speranza di essere notati da qualcuno.

 

Ma non funziona così.

 

Chi riceve il CV (chi ha pubblicato l’annuncio per la richiesta della risorsa) ha le idee chiare, fa una richiesta precisa.

 

L’azienda non ha bisogno qualcuno tanto per assumere ma necessita di un profilo con determinate caratteristiche.

 

Al di là del titolo di studio che mi pare scontato (a volte superfluo) io ricerco un certo tipo di atteggiamento, una particolare predisposizione al lavoro, un insieme di qualità trasversali (soft skills) che aumentano enormemente le possibilità di essere scelti tra altri candidati e di inserirsi con successo insieme agli altri lavoratori.

 

Quindi, per una volta, anzichè leggere il vostro percorso lavorativo e di studio, giochiamo al “Curriculum Inverso”, dove sono io a scrivere cio’ che voglio trovare in voi.

 

(queste soft skill contribuiscono al successo in ogni settore lavorativo perchè fanno parte della “persona” e il mondo del lavoro è fatto di “relazioni” a qualsiasi livello).

 

Se avete queste caratteristiche state già facendo la differenza, state certi!

 

AUTONOMIA

Ogni compito piccolo o grande, al netto del periodo di affiancamento iniziale, deve essere portato a termine per conto proprio. Ognuno “è in marcia” da solo sul lavoro. La mansioni devono essere svolte in autonomia, senza il continuo ausilio del collega o superiore.

 

FIDUCIA IN SE’ STESSI

E’ la base dell’attività lavorativa. Se non credi in te stesso come fa l’azienda a credere in te?

Si parte da un minimo di convinzione nelle proprie capacità, si superano i primi ostacoli e poi, molto spesso, la fiducia in sè stessi puo’ solo crescere al passo dei risultati raggiunti.

 

FLESSIBILITA’/ADATTABILITA’

Il lavoro richiede capacità di adattamento ad un ambiente nuovo, verso nuovi strumenti e soprattutto nei confronti di persone sconosciute. Occorre umiltà, voglia di imparare (magari anche da capo) e sapersi inserire nel contesto lavorativo. A beneficio di tutti. Prima si fa meglio è.

 

RESISTENZA ALLO STRESS

Lo stress è soggettivo: è la risposta dell’individuo ad una determinata situazione. In una stessa situazione due persone possono rispondere in maniera completamente opposta: una reagisce positivamente (mantiene il controllo e trova la soluzione), l’altra “si stressa” (inizia ad agitarsi e va in panico).

Ci sarebbe da scrivere un libro ma il succo è che lo stress dipende da un sacco di fattori ma credo che spesso sia solo dovuto ad una mancanza di organizzazione o in una scarsa fiducia nelle proprie capacità.

Vedo che molti considerano la mancanza di tempo il principale fattore di stress (devo fare in fretta, non ho tempo).

Io credo invece che il tempo, inteso come le ore che abbiamo a disposizione, sia l’unica cosa certa che abbiamo e su cui fare affidamento!

 

CAPACITA’ DI PIANIFICARE E ORGANIZZARE

Non serve essere manager di una multinazionale per organizzarti le 8 ore lavorative (a volte neanche quelle).

Come sopra. Partiamo da il tempo che ho, guardo le cose da fare, le metto in ordine di priorità, faccio un inventario di cosa mi serve o chi devo contattare etc etc..

Si parte sempre dalle priorità e si ragiona per obiettivi!!!

Che tu stia facendo oppure no le cose che devi… il tempo non guarda in faccia a nessuno…scorre, scorre, scorre…

 

PRECISIONE/ATTENZIONE AI DETTAGLI

Che senso ha avere un abito di sartoria con una macchia in vista?

I dettagli fanno sempre la differenza.

Nel compito che devo svolgere, nella comunicazione, in ogni cosa che faccio c’è un dettaglio che puo’ essere curato. E che sicuramente viene notato.

La precisione è la capacità di portare a termine un compito senza errori o sbavature.

Meglio fare da subito un lavoro preciso e curato (massima concentrazione) piuttosto che correre, pasticciare per poi rifare tutto da capo.

 

APPRENDERE IN MANIERA CONTINUATIVA.

Credo sia il senso della vita.

Senza retorica lo credo davvero.

Sul lavoro, negli affetti, in ogni ambito dell’esistenza.

Il cambiamento è automatico e spontaneo ma il miglioramento di noi stessi è volontario.

Se continuiamo ad apprendere possiamo solo migliorarci a beneficio nostro e di chi frequentiamo.

 

CONSEGUIRE GLI OBIETTIVI

Puo’ sembrare scontato ma per molti non lo è.

Non importa quale o quanto grande sia l’obiettivo.

Conta per prima cosa averne uno (o piu’), poi impegnarsi al massimo e, infine, godersi il traguardo raggiunto.

Alcuni obiettivi sono facilmente raggiungibili, ma sono quelli piu’ tosti che ti richiederanno il maggior sforzo ma che ti regaleranno anche le maggiori soddisfazioni.

E’ una questione di tenacia e perseveranza. Se vuoi, puoi.

 

GESTIRE LE INFORMAZIONI

Occorre saper gestire e filtrare le informazioni.

Dalla rete, dai colleghi, da chiunque.

Bisogna imparare a prendere il buono da tutti, tralasciando il superfluo.

Provate ad ascoltare attentamente chiunque e vedrete che raccoglierete sempre qualcosa di utile.

 

INTRAPRENDENZA/SPIRITO DI INIZIATIVA

Prendere in mano la situazione è un ottimo segno. Significa che non sei destinato ad aspettare che siano gli altri a dirti cosa devi fare.

Idee nuove, proposte originali, nuovi approcci lavorativi sono oro per un’azienda che vuole migliorarsi e crescere.

La routine uccide tutti, insieme al “si è sempre fatto così”.

 

CAPACITA’ COMUNICATIVA

Tutto è comunicazione.

Come ci si pone, cosa si dice, cosa e come si scrive, come si affronta una situazione..

Credo che la capacità comunicativa non sia solo saper esprimersi correttamente ma anche trasmettere messaggi, intendimenti, atteggiamenti.

E’ una dote preziosa che si puo’ anche migliorare a qualsiasi livello.

 

PROBLEM SOLVING.

Parole che vanno molto di moda, attuali.

Risolvere un problema.

Piu’ che “risolvere un problema” io direi prendere la decisione giusta in una situazione sbagliata.

Non tutto fila liscio.

Quando c’è un inghippo (personalmente ho vietato in azienda l’uso della parola problema, termine con una carica negativa ineguagliabile) c’è da risolverlo.

Quindi, sulla base di elementi oggettivi (e soprattutto soggettivi di chi deve decidere) scelgo una determinata azione.

Stop.

Da fare sempre, con l’esercizio di impara…

Se sono convinto di aver fatto il possibile in quel contesto allora ho preso la decisione giusta

 

TEAM WORK

Lavorare insieme, in gruppo.

Da soli si va veloce, in gruppo si va lontano.

Credo che già due persone, se affiatate, possano costituire un team vincente.

Significa credere nelle proprie idee e capacità, nel progetto e soprattutto avere la convinzione di farcela.

E’ tra le competenze piu’ difficili perchè presuppone un’ottima conoscenza di sè stessi e degli altri.

 

LEADERSHIP

La leadership è la capacità di condurre verso un obiettivo.

Il leader ha una chiara visione e organizza un percorso.

Ma in questi termini il leader non è solo il capo ma puo’ esserlo chiunque!

Fate ordine nella vostra testa e decidete cosa volete fare da grandi.

Fatevi un programma-lavoro, scrivetelo, iniziate dalla prima mossa e sarete leader di voi stessi!

 

Vi voglio bene.

Diego

 

EMOTICON CLIENTS

Fine Anno, tempo di alleggerimenti.

Stop ai post tecnici,

Taglio agli articoli informativi (camuffati con spensieratezza),

Alt agli aggiornamenti legislativi.

Modalità Pausa Natalizia: ON

Quindi per stare easy ecco una carrellata di Tipologie di Clienti,

così come li vediamo noi e come abbiamo imparato a conoscerli da anni.

Ecco la EMOTICON CLIENTS LIST:

La lista delle 10 profili psicologici dei nostri amati clienti,

grazie ai quali Area 81 puo’ continuare a crescere!!!

WE LOVE YOU!!!

1 L’’AFFEZIONATO 😍

Costituisce lo zoccolo duro dei nostri clienti.

Ha dato fiducia prima a me quando nel 2008 mi buttai nella libera professione e, ancora oggi, è “servito” (perchè servizi offriamo) dalle mie ottime e premurose colleghe.

Per certi aspetti si puo’ dire che siamo cresciuti insieme…

C’è quindi quasi un legame affettivo!

Ed è per questo che l’affezionato cerca sempre e comunque me al telefono, mannaggia!

2 IL DELEGANTE 😎

E’ il datore di lavoro che delega quasi totalmente gli adempimenti all’efficiente impiegata (o impiegato).

Regista della sua azienda dietro le quinte (non si sente o vede quasi mai) ha però, giustamente, sempre l’ultima parola sulle decisioni, che comunica tuttavia sempre per posta persona.

E’ generalmente un ottimo cliente in quanto strutturato e organizzato (la delega è sempre un buon strumento di crescita)

3 IL PREPARATO 🤓

Quando ci chiama sa già (quasi tutto).

Appena esce una novità si abbuffa di notizie pescate dalla rete.

E’ generalmente evoluto…i motori di ricerca ormai stanno soppiantando il desueto commercialista a cui prima faceva assoluto riferimento.

Onnivoro di informazioni è però spesso, ahimè, carente della conoscenza: nonostante l’ingordigia di nozioni purtroppo per lui (e per fortuna per noi) non sa ancora bene cosa deve fare, cosa sia o no obbligatorio per la sua azienda…e quindi..chiama noi!

Parte a tuono con un monologo ma poi le parti si invertono e siamo noi a comunicare il minimo da farsi. E’ però sincero.

4 L’ANSIOSO 😨

E’ sempre in sbattimento, in uno stato ansioso e ansiogeno continuo.

Mi piace immaginarlo mentre tenta sempre di sfuggire dalla sabbie mobili delle sue paranoie mentali.

Anche se ha fatto tutto per essere a norma, conduce la ditta con uno stato di tensione continua, punzecchiato dalla paura viscerale di non essere a posto.

Generalmente è il primo che ci chiama dopo nostre comunicazioni anche se ha già fatto il dovuto prima degli altri.

Le mie colleghe sono abili rassicuratrici (ovviamente una volta che la posizione della sua ’azienda è regolare!).

5 IL SILENZIOSO 😶

Potrebbe sembrare il cliente ideale perchè ti accorgi di lui solo quando paga alle scadenze.

In realtà sappiamo quanto sia importante nel nostro campo la collaborazione!

Nonostante i nostri inviti per le uscite di sopralluogo, i nostri (prima calorosi poi piu’ prudenti) richiami alla programmazione delle visite di controllo, preferisce dedicarsi anima e corpo alla sua attività con alto senso di responsabilità.

Non si perde comunque nessun aggiornamento perchè alle chiamate “obbligatorie”, seguono risposte.

Sono viste anche queste come come un suo dovere!

6 IL RASSICURATO 😴

Simile al precedente, ci vede però come una sorta di Agenzia Assicurativa: “pago e sono a posto”.

Mentre il silenzioso ha gli attestati regolari e i documenti e le visite mediche in corso di validità, il rassicurato crede che il fatto di corrisponderci un importo lo protegga da un probabile infausto destino.

A volte si spinge anche a chiederci “una carta” in cui dichiariamo che lo stiamo supportando (o sopportando???) e che ci dichiariamo pronti ad intervenire nel caso in cui la provvidenza lo abbandoni (uscita dell’Asl, infortunio…)..

Don’t try AS HIM at home!!! (at work…)

7 IL CASINISTA 😣

Apposto? L’opposto!!!

A volte, anche per mancanza di supporto interno, (manca l’impiegata factotum, ma non è una scusante!) ha i documenti deflagrati: generalmente un mischione di preventivi, attestati, bolle di accompagnamento e fatture; tutto insieme in un faldone anomimo.

Fatica a fare ordine e a trovare le cose (anche appena inviate via mail).

A volte è convinto e si intestardisce di aver fatto una cosa (es. un preciso corso) ma poi si accorge di averla confusa con un’altra.

Tentiamo di aiutarlo in tutti i modi (n mail, n rimandi, n chiamate) ma spesso tutto è vano…

Gli vogliamo bene lo stesso perchè comunque è un cliente che ci paga! (anche se dobbiamo, per sua coerenza inviare la fattura 3 volte!!! ahaha)

8 IL PRECISO 🧐

Stile Lisa Simpson è piu’ bravo e preciso di noi.

Impeccabile ed ineccepibile, legge tutto quanto gli mandiamo (quanti di noi/voi leggono un DVR interamente?).

E’ attento anche alle scale cromatiche degli attestati e confronta le firme dei docenti e dei medici per verificare che siano veritiere e corrispondenti alle originali.

E’ talmente preciso che ci tiene a comunicarci anche quando fa il bonifico allegando la distinta di pagamento.

Ovviamente trattasi dello 0,1 % del  totale.

Scherzo!!!

9 IL COMMERCIALISTA DIPENDENTE 🤔

Quasi in via di estinzione (quasi).

Odiato e amato dal proprio commercialista a cui si rivolge ogni volta che sente l’ambulanza.

Anche se si rende conto che il suo consulente di fiducia è ormai ai limiti (anche per anzianità lavorativa) nello stare al passo normativo, a lui si rivolge per chiedere conferma su un lavoro da farsi.

Nei casi cronici e inguaribili abbiamo capito anche noi che dobbiamo condurre la trattativa con il suo commercialista! Spesso fisicamente in ditta!

Un abbraccio agli inseparabili.

10 IL TEMERARIO 😠

Amante del rischio, si barrica dietro le convinzioni dell’assoluta inutilità di alcuni obblighi di legge.

E’ però sempre in allerta ed informato su quanto ha già fatto (e speso) il vicino di ditta.

Tiene il portafoglio in pugno come una pistola per sentire un po’ di sicurezza ma lo estrae solo in caso di pericolo concreto.

Lo spingono a fare cose solo a conoscenza di multe reali comminate a conoscenti (viste con i suoi occhi però, perchè non si fida delle parole!).

San Tomaso pensiero: Se non vede non crede.

E appena gli passa la paura, continua lasciando perdere i richiami, spensierato come un cow boy per la sua via!

Comunque #noicisiamo per tutti…e  anche per lui!

Buone Feste Clients, Friends & Followers

Diego

All you can eat

Anche se sulla terra arriveremo ad essere in 20 miliardi, ognuno di noi continuerà ad essere un individuo unico, diverso dagli altri.

Anche se i prodotti e i servizi di consumo tendono ad uniformarsi o, in certi casi ad essere uguali per tutti, ciascuno di noi manterrà la propria identità e personalità.

Pensate ai beni di consumo: auto, vestiti, smartphone, ora anche cibi, proposti nello stesso modo e allo stesso prezzo per tutti gli esseri umani del globo.

Con la grande distribuzione (e la omogenea pubblicizzazione), in ogni parte del pianeta troviamo gli stessi grandi brand pronti a rifilarci gli stessi standard.

Pensate ai grandi marchi di moda (soprattutto italiani of course :)), puntuali e presenti in ogni centro di ogni città della terra, o all’onnipresente sushi ormai disponibile ovunque, anche nelle periferie dei piu’ piccoli paesi occidentali.

Lo standard ci avvolge, ci conforta, come una gelatina attenua ogni personalità.

Il prodotto comune ormai è anche tra i servizi professionali, la consulenza.

La rete è maestra nel proporre pacchetti prefatti, preconfezionati, allo stesso (basso) prezzo e quindi dall’identica (bassa) qualità dell’all you can eat.

Certo, legittimo aderire all’offerta standard, alla soluzione pronti e via.

Basso prezzo e servizio al volo (noto una leggerissima somiglianza con il noto “ristorante” fast food, le virgolette sono d’obbligo, dalla M grande).

Mi scarico la base (lo standard) di un DVR da internet e sono a posto (ho la pancia piena).

Standard (ripetizione voluta di cui sopra, non me ne vogliano le mie ex amate maestre di italiano).

Cosa si intende per Standard?

Definizione Treccani:

Modello, tipo, norma cui si devono uniformare, o a cui sono conformi, tutti i prodotti e i procedimenti, tutte le attività e le prestazioni…

Siamo sicuri l’individuo “Datore di Lavoro”, persona unica, diversa da ogni altra, possa adottare un modello standard per la propria azienda unica come lui diversa da ogni altra?

Oppure è il caso che la sua valutazione dei rischi sia unica, fatta su misura, personalizzata?

Definizione di Personalizzare (grazie a Treccani sempre):

Conferire carattere personale, adattare all’aspetto, al carattere, all’attività, alle esigenze o necessità, ai gusti di una persona, cio’ che altrimenti sarebbe comune o tradizionale, convenzionale, standardizzato.

Io, personalmente, preferisco la seconda definizione.

Buona domenica friends.

Diego Panzeri