Faccio Tutto da Solo (o meglio di no?)

Quando ci fissiamo in testa una cosa e siamo animati dalla passione difficilmente ascoltiamo gli altri.

 

Che si tratti di portare a termine una maratona per chi già corre o finire una 5 km per chi si alza per la prima volta dal divano, siamo spinti da una tale forza che non sentiamo piu’ niente e nessuno e anche le fatiche sono meglio sopportate perchè vediamo la ricompensa finale…

In questa fase siamo tutti euforici, spinti da una ritrovata vitalità, gasati e concentrati verso il nuovo obiettivo.

Il paragone con lo sport è sempre un classico ma questa determinazione nel raggiungere un traguardo la troviamo con la stessa forza anche in altri progetti, come ad esempio quello di avviare una nuova impresa.

Lo sanno bene i liberi professionisti che, magari dopo anni di “faccio tutto da solo”, tra ricerca clienti, esecuzione dei lavori, fatture da emettere, tasse da pagare, debitori da rincorrere, non ancora stremati del tutto, ritrovano un rinnovato entusiasmo quando decidono di assumere un dipendente creando così una piccola attività.

Si fissano uno o piu’ obiettivi di crescita o di fatturato e ci si immagina dove si vuole essere tra x anni.

E via, si riparte per nuove sfide verso orizzonti piu’ ambiziosi, con il cuore a mille e testa bassa.

Si aggiungono però altre questioni del tutto nuove e prima non necessarie: l’esigenza di avere un ufficio o un capannone, la selezione del dipendente e la scelta della tipologia contrattuale, gli investimenti iniziali per attrezzature e materie prime e così via..

Ora il rischio di perdersi tra mille cose aumenta e con esso la probabilità che queste nuove fatiche e decisioni da prendere in autonomia possano soffocare le energie dei titolari piu’ entusiasti e determinati.

Cercheremo dunque di vedere insieme quali sono gli aspetti iniziali spesso trascurati o sottovalutati da chi decide di fare impresa, come la scelta dei giusti consulenti, quanti e quali avere, la valutazione degli uffici o capannoni, quali meglio adatti alle esigenze e altri consigli utili da sapere prima di avviare un’impresa.

Le volte successive potremo parlare di:

  • La figura dei consulenti: è sufficiente il consulente del lavoro? oppure occorre avvalersi anche di altri come quello della sicurezza o immobiliare?
  • Tipologia di luoghi di lavoro e caratteristiche minime
  • Organi ed Enti di Controllo: quali sono e a chi bisogna stare attenti

Stay tuned!

(rimanete sintonizzati)

Vado a correre! :))

Diego

Domande ai confini della conoscenza

Quando il commercialista chiama Area 81 risponde.

Ecco alcune domande ai confini della conoscenza normativa che ci pongono i due principali consulenti dei nostri clienti, commercialista e consulente del lavoro.

 

Mi mandano un minore dalla scuola, che devo fare? assumo un minore che devo fare?

Il minorenne va considerato come un lavoratore come gli altri, quindi è soggetto sia alla formazione sia alla visita medica se esposto a rischi per la salute. Deve essere inoltre redatto documento di valutazione dei rischi per i minori seguendo le indicazioni del D.Lgs 345/99.

 

L’agenzia interinale mi chiede di compilare un modulo per la sicurezza per la somministrazione di un lavoratore di che si tratta?

Occorre che il datore di lavoro indichi i rischi legati alle lavorazioni e le misure protettive e i DPI previsti per tutelare il lavoratore.

 

Lavoratore somministrato presso un’altra azienda.

Capita che un lavoratore si trasferisca per un tot periodo presso un’altra azienda, dove lavora “in prestito”. Quali sono in sintesi gli obblighi?

In tal caso, il lavoratore avrebbe due datori di lavoro a cui riferirsi: quello “classico”, a capo della ditta a cui appartiene e quello a valle, cioè che beneficia della sua competenza.

Quest’ultimo dovrà occuparsi della formazione specifica e delle visite mediche in quanto responsabile delle lavorazioni oggetto dell’accordo di somministrazione

 

Azienda famigliare. E’ soggetta agli obblighi del Testo Unico Sicurezza?

Dipende dal rapporto tra i famigliari.

Se sussiste una subordinazione tra gli stessi allora ogni lavoratore famigliare è equiparato al dipendente ordinario e quindi deve beneficiare di formazione e visite mediche se richieste.

Se invece il rapporto tra i componenti è di tipo solidale, allora, in breve è sufficiente che gli addetti indossino adeguati DPI e che utilizzino attrezzature a norma.

 

Il mio lavoratore è già volontario della Croce Rossa (o similari). Puo’ evitare il corso di Primo Soccorso?

Tecnicamente dovrebbe avere un attestato rispondente al DM 388/03 (formazione di primo soccorso aziendale), anche se ormai viene accettata anche la formazione dei volontari del soccorso (sicuramente piu’ estesa e completa).

 

Ogni quanto devo consegnare i dispositivi di protezione individuale? Hanno una scadenza?

La durata di ogni dispositivo dipende da vari fattori: dal soggetto utilizzatore, dalle condizioni di utilizzo, dalla cura ed igiene prestata…in ogni caso le principali informazioni (e le scadenze eventuali) sono riportate sul libretto di uso e manutenzione.

 

Il lavoratore autonomo senza lavoratori ha obblighi nei confronti del D.Lgs 81/08?

Il lavoratore autonomo senza dipendenti deve solo proteggersi con adeguati DPI e utilizzare attrezzature a norma (e dotarsi di tesserino di riconoscimento se lavora in cantiere o con altre aziende). In presenza di subordinati scattano tutti gli obblighi in materia di sicurezza del lavoro.

 

I lavoratori “a voucher” devono fare i corsi?

Ogni lavoratore con qualsiasi forma contrattuale deve ricevere formazione.

La risposta è sì, in particolare entro 60 gg dall’inizio della collaborazione, sempre ai sensi dell’Accordo Stato – Regioni del dicembre 2011.

 

In un’azienda con soli soci “SNC” quali obblighi vanno rispettati per la sicurezza?

Tutti quanti poichè i soci lavoratori della snc sono equiparati ai “normali” lavoratori.

 

Il lavoratore ha già fatto i corsi e le visite mediche, possono bastare?

In caso di assunzione di un lavoratore già formato e visitato occorre verificare se la formazione sia ancora in corso di validità e se rispondente alla classe di rischio della nuova azienda. Stesso discorso della visita medica: occorre verificare se l’idoneità in possesso sia valida in termini di scadenze e in relazione ai rischi sul lavoro presso la nuova ditta.

 

Contattateci e  seguiteci per approfondimenti noi ci siamo sempre 🙂

Dr. Diego Panzeri

Capitani d’Azienda e Treccani

Valutare i rischi è difficile.

In rete trovi migliaia di super esperti che ti propongo la valutazione lampo, o una base per valutare i rischi al posto tuo, o un pacchetto compreso di: corsi, medico del lavoro e appunto…valutazione dei rischi..

Ma NESSUNO spiega cosa significa V-A-L-U-T-A-Z-I-O-N-E dei rischi.

Cancella tutto…

Partiamo dall’assunto che la valutazione deve essere fatta dal Datore di Lavoro ed è un obbligo non delegabile…

Quindi nostro dovere è spiegare ai Capitani D’Azienda il senso del loro “dovere”.

Sfogliando l’enciclopedia treccani, in corrispondenza del termine “valutazione” troviamo la definizione formale:

Valutazione: determinazione del valore di cose e fatti di cui si debba tenere conto ai fini di un giudizio o di una decisione, di una classifica o graduatoria.

Da questa autorevole fonte emerge una considerazione eclatante, che “la determinazione di valore” è un processo soggettivo! in quanto attribuire valore di cose e fatti sappiamo bene è una questione relativa, che ciascuno fa a modo proprio…

Ciascun datore differisce per settore, esperienza, età, educazione…ne consegue che il valore attribuito ai rischi (valutazione) sia anch’esso differente da persona a persona..

Un valore è qualcosa che “vale”, ma quanto vale? per me di piu’ per te di meno..

La valutazione si manifesta infatti come un processo soggettivo, dove non esiste una regola esatta ma è viene soppesata diversamente da soggetto a soggetto.

Quindi come fare una corretta valutazione? visto che il processo di attribuzione del valore di una cosa o un fatto è arbitrario?

Datori diversi potrebbero dare valutazioni (valori) diverse allo stesso rischio…quindi qual è la valutazione “giusta”?

La risposta è: nessuna! o, meglio, tutte sono corrette se fatte come spiega bene la definizione di Treccani.

 

Cerchiamo di rendere un po’ piu’ semplice il concetto.

Il nocciolo della questione è questo: l’importante è che ogni datore di lavoro dimostri di aver seguito un percorso logico e razionale nel processo valutativo, il cui esito sarà anche probabilmente diverso da quello ottenuto da altri, proprio perchè derivante da un proprio giudizio arbitrario.

Il senso dell’obbligo normativo non è tanto l’esito della valutazione ma l’aver adottato il corretto approccio di giudizio, una sincera autocritica da parte del datore di lavoro che attribuisca il reale valore dei rischi, senza nasconderli.

Lo sforzo richiesto al titolare dell’azienda sta nel “decidere” quali sono i rischi maggiori rispetto a quelli meno rilevanti, proprio per mettere in priorità di gestione i primi rispetto a quelli meno incidenti nei confronti dei lavoratori.

Nessuno lo puo’ fare al posto suo (obbligo non delegabile)

Una corretta valutazione sta nel dare evidenza che è stato fatto questo sforzo selettivo (che ricordiamo puo’ essere diverso da persona a persona) per arrivare ad una classificazione dei rischi sul lavoro (o graduatoria come recita la definizione).

L’aver messo in fila i rischi aziendali, o ancor meglio, in ordine (classifica come recita la definizione) permette al datore di sapere quali affrontare e gestire per primi, destinando risorse e definendo tempistiche adeguate a seconda della gravità.

Il cerchio si chiude riferendo che, anche il Testo Unico Sicurezza, a termine della valutazione dei rischi richiede una “scaletta operativa temporale” , letteralmente un piano di miglioramento del tempo dove si definiscono tempistiche o scadenze per il governo dei rischi.

Vi è venuto il mal di testa?

Ecco uno specchietto di riepilogo:

DATORE DI LAVORO: soggetto obbligato redigere la valutazione

procede con la

VALUTAZIONE DEI RISCHI: processo soggettivo di attribuzione di valore ai rischi (classifica o graduatoria)

che si conclude con

PIANO DI MIGLIORAMENTO NEL TEMPO: promessa di eliminazione o riduzione di un rischio entro una scadenza fissata (sempre a discrezione del datore di lavoro).

Facile a dirsi!!!

ma a farsi?

vi aiutiamo noi, of course:))))

Diego e il Team di Area 81 ti aspettano!

Carrelli elevatori e le tre “R”

Vi ricordate i vecchi muletti privi di qualsiasi dispositivo di protezione?

Senza lampeggiante o cicalino, freni dubbi e senza misure di sicurezza come l’interruttore “uomo a bordo”…

Oggi l’evoluzione tecnologica ha portato enormi benefici anche nel campo della movimentazione delle merci dove i protagonisti sono ancora i carrelli elevatori.

Sempre piu’ comodi e moderni, facili da condurre, richiedono tuttavia enorme attenzione da parte degli addetti, per i quali è richiesto il conseguimento di un “patentino”, ottenuto dopo superamento di un esame teorico e pratico.

I muletti, nel frattempo, sono dotati di sistemi di sicurezza, prima impensabili, per ridurre al minimo gli errori “umani”, commessi soprattutto per disattenzione o inesperienza.

Vediamone alcuni:

 

  • sistema anticollisione: tramite antenne presenti sul muletto e indossate dagli operatori a terra, avvisano per tempo tramite segnalazioni visive e acustiche quando i mezzi e le persone si avvicinano troppo tra loro…
  • rallentamento automatico: riduce la velocità del muletto quando entra in luoghi chiusi, dove è verosimile la presenza di altre persone…
  • sensori posteriori: del tutto simili a quelli delle autovetture, con un segnale sonoro avverte l’operatore della presenza di ostacoli o persone.
  • sensori di pesatura: avvisa il conducente dell’avvicinarsi del limite di carico consentito onde evitare pericolosi ondeggiamenti o ribaltamenti
  • controllo di distanza delle forche: avvisa quando le forche sporgono dal carico riducendo quindi il rischio di danneggiamenti all’ambiente intorno o di colpire le persone.

 

Interessanti vero? anche se scommetto che i muletti che conoscete o che guidate abitualmente non hanno tutti questi dispositivi.

Rimane però una certezza: queste soluzioni possono essere presenti oppure no ma la differenza la fa sempre il conducente.

Quindi alla guida mantieni sempre massima concentrazione e prudenza e vedrai che il rischio di farsi male rimane molto remoto…

Buona guida e buon lavoro!

Diego Panzeri

ps:

Segui sempre le 3 “R”: Rispetto per te stesso, Rispetto per gli altri, Responsabilità per le tue azioni.

(Dalai Lama)

Fonti per post: blog.unicar-yale.it

Crescere…e migliorare…è possibile?

Area 81 cresce e con essa aumentano anche le consulenze che è in grado di offrire.

 

Partiti dalla sola redazione del Documento di Valutazione dei Rischi e qualche incarico di RSPP, siamo ormai in grado di fornire tutto quanto occorre al Datore di Lavoro e all’azienda per la tutela dei lavoratori.

 

Penso siano ormai noti i prodotti di Area 81, quelli cioè richiesti dal Decreto 81 (da cui il nome della nostra azienda): Formazione, Medicina del Lavoro, Sicurezza dei Lavoratori.

 

Potremmo offrire anche altre consulenze tecniche o ambientali  ma per scelta ci concentriamo ora solo su quelle dove ci sentiamo piu’ competenti e preparati.

 

Durante questi anni potremmo aver commesso errori (per lo piu’ all’inizio mi auguro!) forse quasi tutti riconducibili all’inesperienza…

Non ci siamo mai scoraggiati, ma abbiamo sempre ricercato  la concentrazione e il miglioramento continuo.

Non è stato facile e non lo è per niente tuttora! ma siamo convinti che gli sforzi nel correggersi e nell’aggiornarsi siano sempre ripagati.

Facendo un mini bilancio, senza presunzione, crediamo di aver raggiunto modesti risultati in termini di qualità e soddisfazione dei clienti.

 

Ecco quindi un elenco delle consulenze per le quali ci sentiamo piu’ sicuri:

  1. Redazione Documento di Valutazione dei Rischi DVR con allegati (se necessitano): rischio incendio, gestanti, chimico, movimentazione manuale dei carichi, movimenti ripetitivi, rischio stress;
  2. Valutazioni integrative: misura strumentale rumore e vibrazioni, misura polveri di legno duro, indagini ambientali, valutazione impatto acustico, elaborati grafici.
  3. Redazione Documento Trattamento Dati Personali (ex Privacy) + Pratica Telecamere o GPS;
  4. Compilazione SCIA Segnalazione Certificata Inizio Attività;
  5. Corsi di formazione ambito 81: RSPP, RLS, PS, AI, PREPOSTI, SPAZI CONFINATI, LAVORI IN QUOTA, ART. 37, CARRELLISTI, PRIVACY (altri minori: pes e pav, rischio biologico etc…)
  6. Sopralluoghi di Verifica conformità documentale e per SCIA
  7. Incarichi RSPP
  8. Incarichi MC + visite ed esami correlati.

Contattateci tramite da uno dei canali che preferite! (web, mail, telefono, whatsapp, di persona :).

A presto!

Diego

 

10 “QUANDO” quando esce L’ASL

10 “QUANDO”  quando ESCE L’ASL (ora ATS ma ASL rende ancora meglio l’idea):

1 Quando ricevi inviti ad incontri, convegni organizzati dall’Asl in merito a campagne di studio o di sensibilizzazione, etc etc…SIGNIFICA CHE FAI PARTE DELLE AZIENDE SORTEGGIATE A CAMPIONE E CHE SARAI PRESTO CONTATTATO PER UNA VISITA DI CONTROLLO;

 

2 Quando l’Asl ti propone due date vicinissime per l’uscita in azienda (es. 21 o 23 novembre) SIGNIFICA CHE L’USCITA NON PUO’ ESSERE IN ALCUN MODO RIMANDATA;

 

3 Quando l’Asl arriva in azienda anche solo per verificare la corrispondenza tra questionario questionario compilato dal Datore di Lavoro e realtà aziendale, ricorda che L’USCITA DEI FUNZIONARI HA SEMPRE E COMUNQUE UNA FUNZIONE ISPETTIVA;

 

4 Quando ricevi una check list dell’Asl generalmente occupa un’intera pagina. Quindi SIGNIFICA CHE DEVI INIZIARE SUBITO A RECUPERARE I DOCUMENTI perchè la richiesta è davvero dettagliata. 

 

5 Quando l’Asl richiede un documento è meglio esibirlo SUBITO, anche magari non aggiornato, IN MODO DA EVITARE LA SANZIONE PER “MANCANZA DI DOCUMENTAZIONE”;

 

6 Quando pensi che basta aver “fatto tutto” per l’anno corrente ti sbagli perchè’ ASL CHIEDE ANCHE RELAZIONI SANITARIE, DOCUMENTI DI VALUTAZIONI DEI RISCHI E INDAGINI SPECIFICHE ANCHE DI ANNI PRECEDENTI, ANCHE GESTITI DA ALTRI MEDICI O CONSULENTI;

 

7 Quando il Datore di Lavoro riesce DA SOLO a recuperare tutte le informazioni richiesta dell’Asl allora è veramente UNO BRAVO perchè ANCHE UN CONSULENTE PREPARATO PUO’ VACILLARE DI FRONTE ALLE RICHIESTE APPROFONDITE DI ASL;

 

8 Quando vedi i funzionari dell’ATS scrivere tutto minuziosamente è perchè A LORO VOLTA SONO SOGGETTI A CONTROLLI DA PARTE DEI SUPERIORI (quindi la loro “precisione” puo’ essere “a discapito” del Datore di Lavoro);

 

9 Quando pensi che “tanto sono buoni e gentili” ricorda che, nonostante lo siano davvero, SEI COMUNQUE DI FRONTE A UFFICIALI DI POLIZIA GIUDIZIARIA (UPG)

 

10 Quando ti viene comunicato che riceverai delle “disposizioni” (prescrizioni da attuare entro tot giorni) anzichè aver commesso “violazioni” (inosservanza di un obbligo di legge) SIGNIFICA CHE, ALMENO PER IL MOMENTO, HAI EVITATO UNA SANZIONE!

Dr. Diego Panzeri e Area 81 sempre presenti

Seguici per la sicurezza (e medicina sul lavoro): www.sicurezzaperlavoro.it

o per la privacy: www.area81privacy.it