Capannone Industriale: Quali sono i Requisiti Minimi?

Quali sono i requisiti di sicurezza minimi di un capannone per essere adibito a produzione o magazzino-deposito?

Cosa devo verificare prima di avviare un’attività in un nuovo stabile?

E’ sufficiente che sia “grande abbastanza” o deve rispettare anche altri requisiti?

E in caso di azienda soggetta a rischio incendio o valutata a rischio ambientale di quali impianti o accorgimenti deve essere dotato l’edificio?

 

Occorre porsi queste domande già in fase di ricerca e selezione dell’immobile adatto al proprio business in modo da valutare la predisposizione o preventivare in tempo gli interventi.

Sono obbligato ad avere le uscite di sicurezza? 

Quante devono essere e di quale misura?

Mi servono gli idranti?

Devo installare un impianto di aspirazione? se sì, di che tipo? 

Devo chiedere autorizzazioni particolari?

 

No panic, grosso respiro e partiamo dalle basi.

 

Premesso che ogni realtà va studiata singolarmente e nel contesto del tessuto urbanistico-produttivo relativo, cerchiamo di fornire qualche contributo utile.

 

Ci sono due aspetti da tenere subito in considerazione quando pensiamo a locali da adibire a “luoghi di lavoro”:

  • i requisiti minimi di legge, senza i quali non è possibile nè avviare nè proseguire l’attività;
  • i requisiti tecnico – strutturali, cioè l’insieme delle implementazioni richieste una volta valutati i rischi per la sicurezza e salute dei lavoratori o i rischi di natura ambientale (scarichi inquinanti, emissioni in atmosfera).

 

Partiamo dal primo gruppo e vediamone alcuni:

 

Aria e luce a sufficienza

Potrà sembrare banale ma non lo è affatto.

In genere diamo per scontato che ci siano luce ed aria a sufficienza, in realtà devono essere adeguate in relazione a fattori e variabili come le cubature, le superfici calpestabili, le altezze.

Il tutto a sua volta influenzato dal numero dei lavoratori e dalle attività svolte.

Se non presenti naturalmente, sono ammesse le integrazioni di luce ed aria in maniera forzata o artificiale (sistemi di illuminazione ed areazione progettati su misura). Il tutto per garantire i famosi rapporti aero-illuminanti e le condizioni di igiene e salubrità degli ambienti.

 

Uscite di sicurezza

Non tutti sanno che deve essere presente almeno una porta di emergenza con uscita di sicurezza.

Per porta di emergenza si intende un uscita con le seguenti caratteristiche: 200 cm di altezza minima, 80 cm di larghezza minima con apertura nel verso dell’esodo (maniglione antipanico).

Per luoghi a rischio basso è ammessa una sola porta di emergenza fino a 25 persone.

Nei luoghi a rischio di incendio con piu’ di 5 lavoratori occorre prevedere ogni 5 lavoratori almeno una porta larga 120 cm, quindi 40 cm piu’ larga del modulo minimo…

Con l’aumento del numero degli occupanti o dei rischi sale anche il numero minimo di uscite di sicurezza, secondo la normativa antincendio.

Ogni uscite di sicurezza deve essere adeguatamente segnalata e indicata nel piano di emergenza se previsto.

 

Servizi Igienici

Attenzione soprattutto nei capannoni datati.

I lavoratori devono disporre, in prossimità dei loro posti di lavoro, dei locali di riposo, degli spogliatoi e delle docce, di gabinetti e di lavabi con acqua corrente calda, se necessario, e dotati di mezzi detergenti e per asciugarsi. 

Per uomini e donne devono essere previsti gabinetti separati; quando ciò sia impossibile a causa di vincoli urbanistici o architettonici e nelle aziende che occupano lavoratori di sesso diverso in numero non superiore a dieci, è ammessa un’utilizzazione separata degli stessi.

 

Queste sono alcune delle “conditio sine qua non” cioè caratteristiche imprescindibili,  per esercire l’impresa e mantenermi al riparo da multe salate.

Valgono per qualsiasi luogo di lavoro e sono quindi applicabili ad attività di ufficio, aziende artigiane, laboratori di produzione, grandi magazzini e per tutti i luoghi dove c’è presenza di lavoratori.

 

Se rientriamo nella casistica di imprese a rischio di incendio o potenzialmente inquinanti, a questi vincoli minimi vanno sommati anche altri requisiti da implementare per abbattere o contenere rischi.

 

Alcuni esempi (elenco indicativo e diversificato, da verificarne ogni volta l’applicabilità)!:

 

Uscite di sicurezza supplementari

Per attività a rischio di incendio o esplosione o a rischio di affollamento deve essere previsto un numero minimo di uscite di sicurezza, percorsi di esodo e adeguati luoghi di raccolta dove raggruppare gli evacuati.

 

Muri, Compartimentazioni, Porte REI, cioè resistenti al fuoco

Meglio sapere prima se strutturalmente l’edificio si presta a questo tipo di interventi (a volte la fattibilità non è solo un fattore economico…), soprattutto se sono requisiti obbligatori ai fini del benestare dei Vigili del Fuoco…

 

Impianti di aspirazione

Un conto è l’areazione adeguata dei locali di lavoro, un’altro conto sono invece le emissioni di inquinanti (gas, polveri, fumi, solventi), le quali devono essere captate, aspirate e convogliate all’esterno tramite camino con estremità ad almeno 1 metro dal colmo del tetto… Eventualmente filtrate se superano i limiti di legge.

 

Manufatti esterni per il contrasto di agenti inquinanti

Tutte le opere per arginare o ridurre situazioni di rischio ambientale, come tettoie o ripari per la copertura di rifiuti a difesa dal dilavamento delle acque meteoriche, o vasche per la raccolta delle acque piovane con annesso impianto di disoleazione…

Oltre ai relativi permessi comunali, dai quali non ci si puo’ sottrarre, considerate possibili operare murarie, canalizzazioni, allacciamenti e le immancabili richieste di autorizzazioni ambientali per gli scarichi o i depositi.

 

Infine, ma non come importanza, arriviamo alla segnaletica di sicurezza, obbligatoria in tutti i casi..

 

La cartellonistica verticale e la segnaletica orizzontale (strisce a pavimento) sono regolamentate da uno specifico decreto che ne specifica persino le dimensioni e i colori.

 

Vuoi saperne di piu’? 

Pensi di aver trovato l’immobile e vuoi sapere se possiede i requisiti minimi? 

Oppure hai già individuato la soluzione e vuoi conoscere gli interventi per essere completamente in regola?

Area 81 e Sogim ti possono aiutare a risolvere i tuoi dubbi!!

 

Un caro saluto!

 

…sento del rumore molesto…vado a vedere se il mio vicino di azienda ha installato i pannelli fonoassorbenti…

andiamo insieme?

DP, Diego Panzeri

 

Faccio Tutto da Solo (o meglio di no?)

Quando ci fissiamo in testa una cosa e siamo animati dalla passione difficilmente ascoltiamo gli altri.

 

Che si tratti di portare a termine una maratona per chi già corre o finire una 5 km per chi si alza per la prima volta dal divano, siamo spinti da una tale forza che non sentiamo piu’ niente e nessuno e anche le fatiche sono meglio sopportate perchè vediamo la ricompensa finale…

In questa fase siamo tutti euforici, spinti da una ritrovata vitalità, gasati e concentrati verso il nuovo obiettivo.

Il paragone con lo sport è sempre un classico ma questa determinazione nel raggiungere un traguardo la troviamo con la stessa forza anche in altri progetti, come ad esempio quello di avviare una nuova impresa.

Lo sanno bene i liberi professionisti che, magari dopo anni di “faccio tutto da solo”, tra ricerca clienti, esecuzione dei lavori, fatture da emettere, tasse da pagare, debitori da rincorrere, non ancora stremati del tutto, ritrovano un rinnovato entusiasmo quando decidono di assumere un dipendente creando così una piccola attività.

Si fissano uno o piu’ obiettivi di crescita o di fatturato e ci si immagina dove si vuole essere tra x anni.

E via, si riparte per nuove sfide verso orizzonti piu’ ambiziosi, con il cuore a mille e testa bassa.

Si aggiungono però altre questioni del tutto nuove e prima non necessarie: l’esigenza di avere un ufficio o un capannone, la selezione del dipendente e la scelta della tipologia contrattuale, gli investimenti iniziali per attrezzature e materie prime e così via..

Ora il rischio di perdersi tra mille cose aumenta e con esso la probabilità che queste nuove fatiche e decisioni da prendere in autonomia possano soffocare le energie dei titolari piu’ entusiasti e determinati.

Cercheremo dunque di vedere insieme quali sono gli aspetti iniziali spesso trascurati o sottovalutati da chi decide di fare impresa, come la scelta dei giusti consulenti, quanti e quali avere, la valutazione degli uffici o capannoni, quali meglio adatti alle esigenze e altri consigli utili da sapere prima di avviare un’impresa.

Le volte successive potremo parlare di:

  • La figura dei consulenti: è sufficiente il consulente del lavoro? oppure occorre avvalersi anche di altri come quello della sicurezza o immobiliare?
  • Tipologia di luoghi di lavoro e caratteristiche minime
  • Organi ed Enti di Controllo: quali sono e a chi bisogna stare attenti

Stay tuned!

(rimanete sintonizzati)

Vado a correre! :))

Diego

Domande ai confini della conoscenza

Quando il commercialista chiama Area 81 risponde.

Ecco alcune domande ai confini della conoscenza normativa che ci pongono i due principali consulenti dei nostri clienti, commercialista e consulente del lavoro.

 

Mi mandano un minore dalla scuola, che devo fare? assumo un minore che devo fare?

Il minorenne va considerato come un lavoratore come gli altri, quindi è soggetto sia alla formazione sia alla visita medica se esposto a rischi per la salute. Deve essere inoltre redatto documento di valutazione dei rischi per i minori seguendo le indicazioni del D.Lgs 345/99.

 

L’agenzia interinale mi chiede di compilare un modulo per la sicurezza per la somministrazione di un lavoratore di che si tratta?

Occorre che il datore di lavoro indichi i rischi legati alle lavorazioni e le misure protettive e i DPI previsti per tutelare il lavoratore.

 

Lavoratore somministrato presso un’altra azienda.

Capita che un lavoratore si trasferisca per un tot periodo presso un’altra azienda, dove lavora “in prestito”. Quali sono in sintesi gli obblighi?

In tal caso, il lavoratore avrebbe due datori di lavoro a cui riferirsi: quello “classico”, a capo della ditta a cui appartiene e quello a valle, cioè che beneficia della sua competenza.

Quest’ultimo dovrà occuparsi della formazione specifica e delle visite mediche in quanto responsabile delle lavorazioni oggetto dell’accordo di somministrazione

 

Azienda famigliare. E’ soggetta agli obblighi del Testo Unico Sicurezza?

Dipende dal rapporto tra i famigliari.

Se sussiste una subordinazione tra gli stessi allora ogni lavoratore famigliare è equiparato al dipendente ordinario e quindi deve beneficiare di formazione e visite mediche se richieste.

Se invece il rapporto tra i componenti è di tipo solidale, allora, in breve è sufficiente che gli addetti indossino adeguati DPI e che utilizzino attrezzature a norma.

 

Il mio lavoratore è già volontario della Croce Rossa (o similari). Puo’ evitare il corso di Primo Soccorso?

Tecnicamente dovrebbe avere un attestato rispondente al DM 388/03 (formazione di primo soccorso aziendale), anche se ormai viene accettata anche la formazione dei volontari del soccorso (sicuramente piu’ estesa e completa).

 

Ogni quanto devo consegnare i dispositivi di protezione individuale? Hanno una scadenza?

La durata di ogni dispositivo dipende da vari fattori: dal soggetto utilizzatore, dalle condizioni di utilizzo, dalla cura ed igiene prestata…in ogni caso le principali informazioni (e le scadenze eventuali) sono riportate sul libretto di uso e manutenzione.

 

Il lavoratore autonomo senza lavoratori ha obblighi nei confronti del D.Lgs 81/08?

Il lavoratore autonomo senza dipendenti deve solo proteggersi con adeguati DPI e utilizzare attrezzature a norma (e dotarsi di tesserino di riconoscimento se lavora in cantiere o con altre aziende). In presenza di subordinati scattano tutti gli obblighi in materia di sicurezza del lavoro.

 

I lavoratori “a voucher” devono fare i corsi?

Ogni lavoratore con qualsiasi forma contrattuale deve ricevere formazione.

La risposta è sì, in particolare entro 60 gg dall’inizio della collaborazione, sempre ai sensi dell’Accordo Stato – Regioni del dicembre 2011.

 

In un’azienda con soli soci “SNC” quali obblighi vanno rispettati per la sicurezza?

Tutti quanti poichè i soci lavoratori della snc sono equiparati ai “normali” lavoratori.

 

Il lavoratore ha già fatto i corsi e le visite mediche, possono bastare?

In caso di assunzione di un lavoratore già formato e visitato occorre verificare se la formazione sia ancora in corso di validità e se rispondente alla classe di rischio della nuova azienda. Stesso discorso della visita medica: occorre verificare se l’idoneità in possesso sia valida in termini di scadenze e in relazione ai rischi sul lavoro presso la nuova ditta.

 

Contattateci e  seguiteci per approfondimenti noi ci siamo sempre 🙂

Dr. Diego Panzeri

Capitani d’Azienda e Treccani

Valutare i rischi è difficile.

In rete trovi migliaia di super esperti che ti propongo la valutazione lampo, o una base per valutare i rischi al posto tuo, o un pacchetto compreso di: corsi, medico del lavoro e appunto…valutazione dei rischi..

Ma NESSUNO spiega cosa significa V-A-L-U-T-A-Z-I-O-N-E dei rischi.

Cancella tutto…

Partiamo dall’assunto che la valutazione deve essere fatta dal Datore di Lavoro ed è un obbligo non delegabile…

Quindi nostro dovere è spiegare ai Capitani D’Azienda il senso del loro “dovere”.

Sfogliando l’enciclopedia treccani, in corrispondenza del termine “valutazione” troviamo la definizione formale:

Valutazione: determinazione del valore di cose e fatti di cui si debba tenere conto ai fini di un giudizio o di una decisione, di una classifica o graduatoria.

Da questa autorevole fonte emerge una considerazione eclatante, che “la determinazione di valore” è un processo soggettivo! in quanto attribuire valore di cose e fatti sappiamo bene è una questione relativa, che ciascuno fa a modo proprio…

Ciascun datore differisce per settore, esperienza, età, educazione…ne consegue che il valore attribuito ai rischi (valutazione) sia anch’esso differente da persona a persona..

Un valore è qualcosa che “vale”, ma quanto vale? per me di piu’ per te di meno..

La valutazione si manifesta infatti come un processo soggettivo, dove non esiste una regola esatta ma è viene soppesata diversamente da soggetto a soggetto.

Quindi come fare una corretta valutazione? visto che il processo di attribuzione del valore di una cosa o un fatto è arbitrario?

Datori diversi potrebbero dare valutazioni (valori) diverse allo stesso rischio…quindi qual è la valutazione “giusta”?

La risposta è: nessuna! o, meglio, tutte sono corrette se fatte come spiega bene la definizione di Treccani.

 

Cerchiamo di rendere un po’ piu’ semplice il concetto.

Il nocciolo della questione è questo: l’importante è che ogni datore di lavoro dimostri di aver seguito un percorso logico e razionale nel processo valutativo, il cui esito sarà anche probabilmente diverso da quello ottenuto da altri, proprio perchè derivante da un proprio giudizio arbitrario.

Il senso dell’obbligo normativo non è tanto l’esito della valutazione ma l’aver adottato il corretto approccio di giudizio, una sincera autocritica da parte del datore di lavoro che attribuisca il reale valore dei rischi, senza nasconderli.

Lo sforzo richiesto al titolare dell’azienda sta nel “decidere” quali sono i rischi maggiori rispetto a quelli meno rilevanti, proprio per mettere in priorità di gestione i primi rispetto a quelli meno incidenti nei confronti dei lavoratori.

Nessuno lo puo’ fare al posto suo (obbligo non delegabile)

Una corretta valutazione sta nel dare evidenza che è stato fatto questo sforzo selettivo (che ricordiamo puo’ essere diverso da persona a persona) per arrivare ad una classificazione dei rischi sul lavoro (o graduatoria come recita la definizione).

L’aver messo in fila i rischi aziendali, o ancor meglio, in ordine (classifica come recita la definizione) permette al datore di sapere quali affrontare e gestire per primi, destinando risorse e definendo tempistiche adeguate a seconda della gravità.

Il cerchio si chiude riferendo che, anche il Testo Unico Sicurezza, a termine della valutazione dei rischi richiede una “scaletta operativa temporale” , letteralmente un piano di miglioramento del tempo dove si definiscono tempistiche o scadenze per il governo dei rischi.

Vi è venuto il mal di testa?

Ecco uno specchietto di riepilogo:

DATORE DI LAVORO: soggetto obbligato redigere la valutazione

procede con la

VALUTAZIONE DEI RISCHI: processo soggettivo di attribuzione di valore ai rischi (classifica o graduatoria)

che si conclude con

PIANO DI MIGLIORAMENTO NEL TEMPO: promessa di eliminazione o riduzione di un rischio entro una scadenza fissata (sempre a discrezione del datore di lavoro).

Facile a dirsi!!!

ma a farsi?

vi aiutiamo noi, of course:))))

Diego e il Team di Area 81 ti aspettano!

Carrelli elevatori e le tre “R”

Vi ricordate i vecchi muletti privi di qualsiasi dispositivo di protezione?

Senza lampeggiante o cicalino, freni dubbi e senza misure di sicurezza come l’interruttore “uomo a bordo”…

Oggi l’evoluzione tecnologica ha portato enormi benefici anche nel campo della movimentazione delle merci dove i protagonisti sono ancora i carrelli elevatori.

Sempre piu’ comodi e moderni, facili da condurre, richiedono tuttavia enorme attenzione da parte degli addetti, per i quali è richiesto il conseguimento di un “patentino”, ottenuto dopo superamento di un esame teorico e pratico.

I muletti, nel frattempo, sono dotati di sistemi di sicurezza, prima impensabili, per ridurre al minimo gli errori “umani”, commessi soprattutto per disattenzione o inesperienza.

Vediamone alcuni:

 

  • sistema anticollisione: tramite antenne presenti sul muletto e indossate dagli operatori a terra, avvisano per tempo tramite segnalazioni visive e acustiche quando i mezzi e le persone si avvicinano troppo tra loro…
  • rallentamento automatico: riduce la velocità del muletto quando entra in luoghi chiusi, dove è verosimile la presenza di altre persone…
  • sensori posteriori: del tutto simili a quelli delle autovetture, con un segnale sonoro avverte l’operatore della presenza di ostacoli o persone.
  • sensori di pesatura: avvisa il conducente dell’avvicinarsi del limite di carico consentito onde evitare pericolosi ondeggiamenti o ribaltamenti
  • controllo di distanza delle forche: avvisa quando le forche sporgono dal carico riducendo quindi il rischio di danneggiamenti all’ambiente intorno o di colpire le persone.

 

Interessanti vero? anche se scommetto che i muletti che conoscete o che guidate abitualmente non hanno tutti questi dispositivi.

Rimane però una certezza: queste soluzioni possono essere presenti oppure no ma la differenza la fa sempre il conducente.

Quindi alla guida mantieni sempre massima concentrazione e prudenza e vedrai che il rischio di farsi male rimane molto remoto…

Buona guida e buon lavoro!

Diego Panzeri

ps:

Segui sempre le 3 “R”: Rispetto per te stesso, Rispetto per gli altri, Responsabilità per le tue azioni.

(Dalai Lama)

Fonti per post: blog.unicar-yale.it

Crescere…e migliorare…è possibile?

Area 81 cresce e con essa aumentano anche le consulenze che è in grado di offrire.

 

Partiti dalla sola redazione del Documento di Valutazione dei Rischi e qualche incarico di RSPP, siamo ormai in grado di fornire tutto quanto occorre al Datore di Lavoro e all’azienda per la tutela dei lavoratori.

 

Penso siano ormai noti i prodotti di Area 81, quelli cioè richiesti dal Decreto 81 (da cui il nome della nostra azienda): Formazione, Medicina del Lavoro, Sicurezza dei Lavoratori.

 

Potremmo offrire anche altre consulenze tecniche o ambientali  ma per scelta ci concentriamo ora solo su quelle dove ci sentiamo piu’ competenti e preparati.

 

Durante questi anni potremmo aver commesso errori (per lo piu’ all’inizio mi auguro!) forse quasi tutti riconducibili all’inesperienza…

Non ci siamo mai scoraggiati, ma abbiamo sempre ricercato  la concentrazione e il miglioramento continuo.

Non è stato facile e non lo è per niente tuttora! ma siamo convinti che gli sforzi nel correggersi e nell’aggiornarsi siano sempre ripagati.

Facendo un mini bilancio, senza presunzione, crediamo di aver raggiunto modesti risultati in termini di qualità e soddisfazione dei clienti.

 

Ecco quindi un elenco delle consulenze per le quali ci sentiamo piu’ sicuri:

  1. Redazione Documento di Valutazione dei Rischi DVR con allegati (se necessitano): rischio incendio, gestanti, chimico, movimentazione manuale dei carichi, movimenti ripetitivi, rischio stress;
  2. Valutazioni integrative: misura strumentale rumore e vibrazioni, misura polveri di legno duro, indagini ambientali, valutazione impatto acustico, elaborati grafici.
  3. Redazione Documento Trattamento Dati Personali (ex Privacy) + Pratica Telecamere o GPS;
  4. Compilazione SCIA Segnalazione Certificata Inizio Attività;
  5. Corsi di formazione ambito 81: RSPP, RLS, PS, AI, PREPOSTI, SPAZI CONFINATI, LAVORI IN QUOTA, ART. 37, CARRELLISTI, PRIVACY (altri minori: pes e pav, rischio biologico etc…)
  6. Sopralluoghi di Verifica conformità documentale e per SCIA
  7. Incarichi RSPP
  8. Incarichi MC + visite ed esami correlati.

Contattateci tramite da uno dei canali che preferite! (web, mail, telefono, whatsapp, di persona :).

A presto!

Diego