Importa piu’ Apparire o Essere?

Importa piu’ apparire o essere?

Conta piu’ la forma o la sostanza?

Pompose domande Amletiche…

…che possono essere poste anche in ambito lavorativo, quando ci sono di mezzo precisi obblighi normativi…

Le leggi sulla sicurezza sul lavoro sono fatte per produrre documenti e attestati di facciata o per indurre comportamenti virtuosi?

Bella domanda…

Partecipare ai corsi e ottenere l’attestato è facile, basta iscriversi, partecipare alla formazione, superare test finale e, ualà, ho un bell’A4 firmato a mio nome, obiettivo raggiunto.

Piu’ o meno la stessa cosa per avere la documentazione formalmente corretta: incarico un consulente, dedico qualche ora e mi vengono prodotti i documenti. Fatto…ah, no devo anche firmarli (lo faccio dopo ora non ho tempo).

Se mi toccano anche le visite ai lavoratori applico lo stesso principio: fisso un appuntamento, il medico competente effettua gli accertamenti e, se sono fortunato, ho in mano le idoneità di tutti i lavoratori.

A posto anche questo. Sono in regola.

Poi un giorno: arriva un controllo. Ispettori dell’Ats (ex Asl). In due, così uno sia da testimone dell’altro.

Come durante un controllo della polizia stradale.

Solo che al posto di: “mi fornisca patente e libretto”, la richiesta è del tipo: “mi consegni il documento di valutazione dei rischi, gli attestati di formazione, le idoneità mediche.

Panico.

Non so dove ho messo il DVR, gli attestati ce li hanno i lavoratori, così come le idoneità degli operai mi sono state mandate ma sono state archiviate dall’impiegata che però fa part-time e ora è a casa.

E mo’ che faccio? Perchè succede a me?

Perchè della sicurezza sul lavoro non mi interessa, perchè faccio le cose solo perchè so che devo farlo ma non capisco l’utilità, perchè il commercialista mi ha detto che sono obbligato.

Ma la mia testa è altrove, è in produzione, è sui conti, sugli ordini da consegnare.

Sono io il datore di lavoro e il responsabile della sicurezza dei lavoratori, se succede qualcosa sono il principale imputato ma alla fine spero che non succeda nulla, tanto a me non capita.

L’Ispettore capo attende 5 minuti, il titolare traffica con i documenti tirando fuori ricevute della manutenzione degli estintori, preventivi di società di consulenza, depliant e pubblicità di corsi di formazione.

Ma nessun documento di quelli richiesti, tutti di rilevanza penale.

Il funzionario Ats non insiste, verbalizza la mancanza dei documenti.

Chiede di poter effettuare un sopralluogo aziendale: richiesta consentita (tra l’altro non ci potrebbe opporre agli ufficiali di polizia giudiziaria).

In azienda (falegnameria) i lavoratori sono con i sandali, l’operaio piu’ anziano si è appena acceso una sigaretta, vicino ad un barcollante cartello “Vietato Fumare”.

Di colpo viene azionata una levigatrice: un violento sbuffo di polvere trafigge l’aria, il rumore è assordante; nessuno, neanche l’addetto piu’ vicino, porta protezioni per le orecchie, tantomeno mascherine.

 

Il personale dell’Ats cerca con l’occhio l’uscita di sicurezza ma la trova seminascosta dai semilavorati. Si accorge che non vi è alcuna segnaletica di sicurezza.

La segatura è ovunque, negli angoli è accumulata come piccole dune di sabbia.

Le aspirazioni sono ferme, come intrappolate dalle ragnatele.

I due funzionari hanno già un quadro completo della situazione, non occorrono altri riscontri.

Girano su sè stessi per ritornare in ufficio e, per un pelo, non vengono investiti da un carrello elevatore che passa a gran velocità: il mulettista, senza cintura, grida loro di stare piu’ attenti.

Il titolare ancora maneggia con in faldoni, la scrivania ormai coperta dal piu’ totale disordine.

Sottovoce mormora:”Cavoli, erano qua…dove diamine…” vi faro’ avere tutto..appena torna l’impiegata!.

Ma ormai è troppo tardi, Il Primo Ispettore sta già stilando tutte le non conformità, nessuna esclusa.

Il verbale di ispezione sarà di tre pagine, l’equivalente di cinque o sei stipendi dei lavoratori.

E la promessa che l’Ats sarebbe tornata a breve…

Conta piu’ apparire o essere?

#DrDiegoPanzeri #Area81srl

 

 

I corsi sulla sicurezza non servono…

I corsi sulla sicurezza non servono…se non sai cosa stai facendo.

Sono ormai un tecnico formatore senior, forse piu’ per l’età che non per le conoscenze: seguo infatti il vecchio adagio “non si finisce mai di imparare”.

Ho visto svilupparsi sia il D.Lgs 626/94, sia nascere e consolidarsi l’attuale Testo Unico Sicurezza D.Lgs 81/08.

Ma dopo piu’ di 10 anni di formazione a centinaia di lavoratori posso esprimere la mia modesta opinione:

I corsi sulla sicurezza del lavoro non servono a nulla se la mente del dipendente è occupata da altri pensieri.

Sono forse impazzito? io che promuovo e offro corsi di formazione da anni?
Sembrerebbe di sì, ma conservo ancora un minimo di lucidità per convincervi che non è così.

Il lavoratore di suo pensa sempre ad altro che non sia la sicurezza: non solo durante i corsi, ma anche prima e dopo.

La mente vaga ai figli, alla moglie, alla prossima auto da acquistare, alle vacanze…oppure si immagina in un’altra ditta o con un altro impiego.

La formazione è quasi sempre un momento di pausa nella routine del lavoro: si partecipa al tal monte ore, obbligati dal datore di lavoro, fino al superamento del test e il conseguimento dell’attestato…

Poi si ritorna al solito tram tram.

Mi direte: sì ma non sei capace di motivarli abbastanza, non sai coinvolgere l’aula, non sai essere interessante, non sai tenere l’attenzione…

Puo’ essere tutte le cose o nessuna ma il concetto è questo: il lavoratore in quel tale posto è contento? è soddisfatto della sua mansione? E’ CONCENTRATO SU QUELLO CHE STA FACENDO?
Una mole di nozioni, così come previsto dai contenuti dei programmi dei corsi, conseguono l’obiettivo di formare il lavoratore?

Ripartiamo dalla testa del dipendente e da quello che vuole.
Se è soddisfatto di cio’ che ha sul lavoro allora siamo a metà dell’opera, e i corsi sì possono avere un senso.

E’ un percorso personale, certo, ma ho visto e vedo troppe facce di gente svogliata o poco motivata sul lavoro da non aspettarmi che una pur coinvolgente formazione possa migliorare l’atteggiamento sul lavoro.

I programmi degli Accordi Stato e Regione sono ancora di tipo nozionistico…Secondo i testi normativi il lavoratore deve conoscere buona parte della legge, le figure della sicurezza coinvolte, rischi specifici etc etc, dispositivi di protezione etc etc..

Certo certo tutto utile.
Uno deve sapere chi è l’RSPP, a che serve il Medico Competente, quale numero comporre o cosa fare in caso di emergenza, ma nel quotidiano? Dove sta la mente? dove vaga?

Ripartiamo dal concetto di lavoro, come espressione delle capacità del singolo e la voglia di fare qualcosa che sa fare, non solo come occupazione.

Ognuno puo’ essere occupato ma non per questo significa che sta lavorando, sta solo percependo un compenso per fare qualcosa.

E quindi in questo caso puo’ essere distratto per la maggior parte del tempo.

Ma se ho persone motivate che contribuiscono con il loro sapere teorico o pratico, allora una persona si sente motivata, realizzata, il cervello è acceso, il sistema datore di lavoro, lavoratore e sicurezza si attiva in automatico perchè il dipendente si sente vivo, PERCEPISCE la realtà, è CONNESSO e tutti i sensi sono in funzione.

Le capacità di autotutelarsi, di autoproteggersi, di adottare prassi e comportamenti di buon senso SONO IN FUNZIONE senza che nessuno lo ripeta continuamente.

Ovviamente do’ per scontato che l’ambiente lavorativo sia sicuro, macchine a norma, protezioni segnaletica e quant’altro…
Ma è sempre l’individuo che fa la differenza, nell’evitare di farsi male o negli infortuni anche piu’ gravi.
Lavoriamo piu’ sulla persona, cerchiamo di capire se al lavoratore piace fare quello che sta facendo, se è adatto per quella mansione, se si trova quindi nel posto giusto; facciamo lo sforzo di fare un passo indietro.

Altrimenti la formazione sarà solo un guadagno per chi la propone e una coscienza bella pulita per il datore di lavoro.

Ancora troppo spesso la formazione è una formalità tradotta in tempo speso seduti su una sedia senza portare reali benefici alla sicurezza del singolo e dei colleghi.

Tra i due litiganti, la società che spinge per fare i corsi e il datore che insiste per rimandarli o farli a poco prezzo, il terzo, IL LAVORATORE, questa volta non gode.

Diego Panzeri.

Formazione Attrezzature Pericolose (Primo Aggiornamento)

Attenzione: per chi usa alcune attrezzature (pericolose).

La prima scadenza da tenere d’occhio è il 12 marzo 2018 per l’aggiornamento della formazione.

 

Sono passati infatti 5 anni dall’entrata in vigore dell’Accordo Stato Regioni del 22/02/2012 (entrato in vigore il 12 marzo 2013).

 

I soggetti abilitati alla conduzione di particolari attrezzature quali:

 

le piattaforme di lavoro mobili elevabili (PLE)
le gru a torre
le gru mobile
le gru per autocarro
i carrelli elevatori semoventi con conducente a bordo (a braccio telescopico, industriali semoventi, sollevatori/elevatori semoventi telescopici rotativi)
i trattori agricoli o forestali
le macchine movimento terra (escavatori idraulici, a fune, pale caricatrici frontali, terne, autoribaltabile a cingoli)
le pompe per calcestruzzo.
le macchine movimento terra (escavatori idraulici, a fune, pale caricatrici frontali, terne, autoribaltabile a cingoli)

le pompe per calcestruzzo

dovranno aggiornare la formazione se passati 5 anni dalla prima formazione ricevuta.

 

Lo stesso Accordo Stato Regioni del 22/2/2012, al punto 6, ha stabilito che l’abilitazione deve essere rinnovata entro i 5 anni dalla data di rilascio dell’attestato previa verifica della partecipazione a un corso di aggiornamento avente una durata minima di 4 ore delle quali almeno 3 ore relative agli argomenti dei moduli pratici di cui agli allegati.

 

In merito alla Formazione Attrezzature Pericolose, si legge dall’Accordo…

 

Gli attestati di abilitazione conseguenti ai corsi di cui al punto 9.1 hanno validità di 5 anni a decorrere rispettivamente dalla data di attestazione di superamento della verifica finale di apprendimento per quelli di cui alla lettera a), dalla data di aggiornamento per quelli di cui alla lettera b) e dalla data di attestazione di superamento della verifica finale di apprendimento per quelli di cui alla lettera c)”.

 

Se necessitate chiarimenti ci siamo sempre.

Dr. Diego Panzeri

 

Promo Corso Antincendio: affrettati!

SALDI DI FINE ANNO:

Nei mesi di novembre e dicembre

la formazione ANTINCENDIO

da noi costa meno!

Corso Intero rischio basso: € 100.00 anzichè 150

 

Aggiornamento Corso rischio basso: € 80.00 anzichè 120

 

Corso Intero rischio medio: € 130.00 anzichè 200

 

Aggiornamento Corso rischio medio: € 100.00 anzichè 150

Ricordiamo le possibili sanzioni relative alla mancata formazione degli addetti al primo soccorso e antincendio: arresto per il datore di lavoro da 2 a 4 mesi oppure ammenda da € 1.315,00 a € 5.699,20.

Giorni che restano per iscriverti!

Giorno(s)

:

Ore(s)

:

Minuto(i)

:

Second(s)

info 039-2911151

Non Rimanere Fuori!

Promo Documento di Valutazione dei Rischi: affrettati!

A NOVEMBRE E DICEMBRE

APPROFITTA DEL NOSTRO SERVIZIO “RINNOVI ANNUALI”: se ci affidi la medicina del lavoro, l’incarico di RSPP esterno oppure il servizio di assistenza avrai il DVR in omaggio.

Affrettati, non perdere l’occasione di metterti in regola risparmiando!

 

Un’offerta così quando ti ricapita

Ti aspettiamo!

 

Ricordiamo le possibili sanzioni relative alla mancata valutazione dei rischi: arresto per il datore di lavoro da 2 a 4 mesi oppure ammenda da € 2.740,00 a € 7014,40.

Giorni che restano per l'offerta!

Giorno(s)

:

Ore(s)

:

Minuto(i)

:

Second(s)

info 039-2911151

Non Rimanere Fuori!

Lavoratore distaccato, datore di lavoro distaccante e distaccatario. Cosa devono dare i due titolari?

Lavoratore distaccato: casi reali tra Datore di Lavoro Distaccante e Distaccatario.

 

Non allarmatevi, non stiamo parlando di lavoratore distaccato nel senso mentale del termine;  il lavoratore non è perso nei suoi pensieri e non significa che è distaccato dalla realtà…

Consideriamo invece un rapporto di lavoro un puo’ fuori dagli schemi ma non così raro nel mondo del lavoro.

 

Con lavoratore distaccato si intende la situazione in cui un titolare di impresa (datore di lavoro distaccante) affida temporaneamente un lavoratori (o piu’ di uno)  ad un altro datore di lavoro “ricevente” (datore di lavoro distaccatario).

 

In questo caso, pur rimanendo la responsabilità retributiva e contributiva in capo al datore di lavoro effettivo (distaccante), le funzioni direttive e organizzative sono dettate dal datore di lavoro distaccatario.

 

Questa formula di lavoro è stata regolamentata con la legge Biagi (d.lgs 10 settembre 2003 n. 276) e deve rispettare tre condizioni:

 

  • deve esserci una convenienza: cioè un valido motivo per distaccare il lavoratore, solitamente riconducibile ad un vantaggio economico per entrambi i datori di lavoro;
  • deve essere una situazione temporanea: non in termini di brevità ma nel senso di non definitiva (il lavoratore distaccato deve poi tornare nel suo luogo di lavoro abituale)
  • la titolarità economica del rapporto di lavoro rimane al distaccante, mentre il potere direttivo e di controllo in capo al datore di lavoro distaccatario.

 

E gli obblighi di sicurezza sul lavoro a chi spettano? Al datore di lavoro distaccante o distaccatario?

 

La risposta è fornita dal Decreto Legislativo 81 del 2008 (Testo Unico Sicurezza):

 

Nell’ipotesi di distacco del lavoratore di cui all’articolo 30 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni, tutti gli obblighi di prevenzione e protezione sono a carico del distaccatario, fatto salvo l’obbligo a carico del distaccante di informare e formare il lavoratore sui rischi tipici generalmente connessi allo svolgimento delle mansioni per le quali egli viene distaccato.

 

Quindi se ne deduce che (nella pratica di tutti i giorni ;)):

 

Gli oneri economici per la prevenzione e protezione: visite mediche dei lavoratori ed esami specialistici (obblighi di prevenzione) insieme ai dispositivi di protezione dei lavoratori, DPI (obblighi di protezione) sono a carico del datore di lavoro distaccatario.

 

Le spese invece per informazione e formazione dei lavoratori sui rischi nei luoghi di lavoro del distaccatario, quindi i corsi sulla sicurezza lavoro e il materiale informativo (gli altri obblighi di sicurezza) spettano al datore di lavoro distaccante, il “vero” datore di lavoro.

 

Per approfondimenti e gestire correttamente gli adempimenti tra i due datori di lavoro contattateci.

Dr. Diego Panzeri

Area 81 Srl