Sicurezza Sul Lavoro e Privacy: Analogie tra gli Obblighi

Se leggi questo testo probabilmente sei già nostro cliente e, se lo sei, conosci già il mondo degli adempimenti in tema di sicurezza sul lavoro (Documento di Valutazione dei rischi, Rspp, RLS, Addetti Antincendio e Primo Soccorso).

Saprai anche che dal 25 maggio 2018 si sono aggiunti altri adempimenti che, come spesso capita, non tolgono nulla a quanto già presente ma, al contrario, si sommano alle cose da fare per essere in regola.

Stiamo parlando di PRIVACY, o meglio, di Regolamento Europeo in materia di gestione dei dati personali che, per l’azienda, introduce altri obblighi e adempimenti a cui non è possibile sottrarsi.

Come spesso ricordo: bisogna prima capire perchè si fa una cosa prima di farla.

Vediamo quindi cosa stiamo per fare quando approcciamo il tema “privacy”.

Più che dire: se la conosci la eviti, meglio affermare: se la conosci puoi fare le cose con la testa: cioè il giusto per quanto serve.

Nè piu’ nè meno lo stesso discorso che vale per la sicurezza:

Capire perchè sussistono certi obblighi mi permette di gestire al meglio tempi e costi, evitando lamentele e incazzature che alla fine sono anche inutili in quanto poi il quadro normativo non cambia.

Siamo infatti ormai arrivati ad un punto in cui è troppo rischiare non fare niente.

Torniamo a noi a bomba.

Ecco uno schema che vede insieme gli obblighi della sicurezza sul lavoro e della privacy; accanto il PERCHE’ ESISTONO TALI IMPOSIZIONI PER LEGGE.

Come appare, “il perchè” si fa una cosa alla fine è il medesimo per i due settori.

 Area 81 Sicurezze Medicina del Lavoro Sicurezza Sul Lavoro

Testo Unico Sicurezza D.Lgs 81/08

Privacy

Regolamento Europeo Gdpr 2016/679

Perche’ Dell’obbligo (Finalita’ Normativa)

= ANALOGIE

Obbligo Principale gestire (abbassare) i rischi per i lavoratori gestire (abbassare) i rischi derivanti dal trattamento dei dati personali perche’ in caso di inosservanze sarebbero troppo alti i costi anche in termini di vite umane (nel caso della sicurezza sul lavoro)
Responsabile Principale datore di lavoro titolare del trattamento perche’ ogni adempimento e’ riconducibile principalmente ad un unico responsabile
Documento

Di Riferimento

documento di valutazione dei rischi dvr registro dei trattamenti / procedure di sicurezza data breach/designazione dei responsabili perche’ occorre documentare quanto ho fatto in osservanza della normativa
Aggiornamento Documento in funzione della variazioni interne o normative in funzione della variazioni interne o normative perche’ ogni documento deve mantenersi aggiornato
Nomine Interne rspp, rls, preposti, addetti alle emergenze responsabili / incaricati ai trattamenti dei dati perche’ la gestione di adempimenti importanti richiede assegnazione di funzioni
Nomine Esterne rspp, medico competente responsabili / incaricati perche’ concorrono anche professionisti /studi esterni nella gestione degli adempimenti
Formazione Necessaria ogni incaricato deve essere in possesso di determinati requisiti ogni figura necessita formazione perche’ e’ richiesta una scrupolosa osservanza da parte della normativa
Organi Di Controllo ats, ispettorato del lavoro, carabinieri nas garante della privacy perche’ essendo obblighi di legge, il mancato rispetto e’ seguito da sanzioni
Possibili Sanzioni arresto o ammende commisurate alla gravita’ degli eventi sanzioni commisurate all’evento verificato e all’azienda (fino a milioni di euro) perche’ un apparato sanzionatorio verre dovrebbe costituire valido deterrente

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www.sicurezzaperlavoro.it

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Perchè? Perchè? Perchè?

PERCHE’???

Vi è mai capitato di ripensare a quando da piccoli si chiedeva la motivazione per ogni cosa?

Perchè?ma perchè?perchè è così?

Si chiama la fase del “perchè”.

Personalmente ancora oggi amo chiedere il “perchè” delle cose.

Ritengo sia ingiusto accontentarci di ciò che ci viene raccontato; è sempre bello invece approfondire, chiedere, indagare, comprendere…

Durante il mio lavoro spesso mi trovo anche nell’altra posizione, a rispondere ai vari “perchè” che mi vengono posti dai datori.

Cosa riguardano?dove si focalizzano principalmente i dubbi e le perplessità?

Sulla Medicina del Lavoro!

Ecco alcune delle domande più ricorrenti:

Perchè il medico del lavoro deve essere nominato?

Il medico del lavoro è uno specialista che valuta l’idoneità allo svolgimento di una certa mansione da parte lavoratore.

A differenza degli altri medici specialisti che tutti conosciamo (oculista, dentista, ginecologo), il medico del lavoro deve essere nominato dal datore di lavoro.

Il datore di lavoro “sceglie” lo specialista al quale affidare la sorveglianza sanitaria dei propri lavoratori.

In cosa consiste questa nomina?

Una volta nominato, il medico competente assume degli obblighi nei confronti dell’azienda, tra i principali:

-Collaborare con il datore di lavoro e con il servizio di prevenzione e protezione alla valutazione dei rischi;

-Predisporre il protocollo sanitario definendo quali e quando effettuare le visite ed accertamenti strumentali in base alla mansione;

-Visitare gli ambienti di lavoro di norma almeno una volta all’anno;

-Partecipare alla riunione periodica (ove necessaria) con le altre figure appartenenti all’organigramma della sicurezza;

-Comunicare agli organi competenti i dati aziendali che obbligatoriamente devono essere trasmessi ogni anno.

E’ possibile visitare i lavoratori senza predisporre la nomina?

Per tutte le ragioni sopra indicate la risposta è no.

Il medico del lavoro per poter rilasciare il certificato di idoneità alla mansione deve necessariamente essere nominato “Medico competente” dell’azienda.

Posso far visitare i miei lavoratori da un altro medico?

L’unico medico legittimato a rilasciare l’idoneità alla mansione ai vostri lavoratori è il medico nominato.

E se il mio medico manca per mesi?cosa faccio?

Sono rari i casi in cui medico competente può essere legittimamente sostituito, ma ci sono.

Nel caso infatti in cui il professionista debba assentarsi per un lungo periodo di tempo è ragionevole che il datore di lavoro possa far visitare i propri lavoratori da un sostituto che dovrà, tuttavia, essere necessariamente nominato come medico “coordinato”.

Sulla base di cosa si definisce la periodicità delle visite?

Il medico definisce la periodicità delle visite mediche e degli esami strumentali e/o di laboratorio da svolgere sulla base dei rischi ai quali i lavoratori sono esposti.

E’ necessario effettuare gli esami del sangue?

Se i lavoratori nello svolgimento della propria mansione entrano a contatto, ad esempio, con prodotti chimici che potrebbero nel lungo periodo arrecargli dei danni di salute, è necessario che vengano effettuate delle analisi di controllo in modo da tenere costantemente monitorati i valori.

Perchè alcuni videoterminalisti sono visitati ogni 2 anni ed altri ogni 5?

Se il lavoratore supera i cinquant’anni di età oppure se il medico ravvisa questioni legate allo stato di salute (generalmente alla vista) la visita viene effettuata ogni due anni; diversamente la periodicità è quinquennale.

Ci sono sicuramente altre svariate e innumerevoli domande a cui rispondere.

Per questo motivo, se avete dubbi e necessitate di risposte, noi ci siamo!!!

Chiamateci, scriveteci o passate a trovarci.

Dott.ssa Maria Macchia

Area 81 S.r.l.

per info: [email protected]

Tel. 039/2911151

 

Importa piu’ Apparire o Essere?

Importa piu’ apparire o essere?

Conta piu’ la forma o la sostanza?

Pompose domande Amletiche…

…che possono essere poste anche in ambito lavorativo, quando ci sono di mezzo precisi obblighi normativi…

Le leggi sulla sicurezza sul lavoro sono fatte per produrre documenti e attestati di facciata o per indurre comportamenti virtuosi?

Bella domanda…

Partecipare ai corsi e ottenere l’attestato è facile, basta iscriversi, partecipare alla formazione, superare test finale e, ualà, ho un bell’A4 firmato a mio nome, obiettivo raggiunto.

Piu’ o meno la stessa cosa per avere la documentazione formalmente corretta: incarico un consulente, dedico qualche ora e mi vengono prodotti i documenti. Fatto…ah, no devo anche firmarli (lo faccio dopo ora non ho tempo).

Se mi toccano anche le visite ai lavoratori applico lo stesso principio: fisso un appuntamento, il medico competente effettua gli accertamenti e, se sono fortunato, ho in mano le idoneità di tutti i lavoratori.

A posto anche questo. Sono in regola.

Poi un giorno: arriva un controllo. Ispettori dell’Ats (ex Asl). In due, così uno sia da testimone dell’altro.

Come durante un controllo della polizia stradale.

Solo che al posto di: “mi fornisca patente e libretto”, la richiesta è del tipo: “mi consegni il documento di valutazione dei rischi, gli attestati di formazione, le idoneità mediche.

Panico.

Non so dove ho messo il DVR, gli attestati ce li hanno i lavoratori, così come le idoneità degli operai mi sono state mandate ma sono state archiviate dall’impiegata che però fa part-time e ora è a casa.

E mo’ che faccio? Perchè succede a me?

Perchè della sicurezza sul lavoro non mi interessa, perchè faccio le cose solo perchè so che devo farlo ma non capisco l’utilità, perchè il commercialista mi ha detto che sono obbligato.

Ma la mia testa è altrove, è in produzione, è sui conti, sugli ordini da consegnare.

Sono io il datore di lavoro e il responsabile della sicurezza dei lavoratori, se succede qualcosa sono il principale imputato ma alla fine spero che non succeda nulla, tanto a me non capita.

L’Ispettore capo attende 5 minuti, il titolare traffica con i documenti tirando fuori ricevute della manutenzione degli estintori, preventivi di società di consulenza, depliant e pubblicità di corsi di formazione.

Ma nessun documento di quelli richiesti, tutti di rilevanza penale.

Il funzionario Ats non insiste, verbalizza la mancanza dei documenti.

Chiede di poter effettuare un sopralluogo aziendale: richiesta consentita (tra l’altro non ci potrebbe opporre agli ufficiali di polizia giudiziaria).

In azienda (falegnameria) i lavoratori sono con i sandali, l’operaio piu’ anziano si è appena acceso una sigaretta, vicino ad un barcollante cartello “Vietato Fumare”.

Di colpo viene azionata una levigatrice: un violento sbuffo di polvere trafigge l’aria, il rumore è assordante; nessuno, neanche l’addetto piu’ vicino, porta protezioni per le orecchie, tantomeno mascherine.

 

Il personale dell’Ats cerca con l’occhio l’uscita di sicurezza ma la trova seminascosta dai semilavorati. Si accorge che non vi è alcuna segnaletica di sicurezza.

La segatura è ovunque, negli angoli è accumulata come piccole dune di sabbia.

Le aspirazioni sono ferme, come intrappolate dalle ragnatele.

I due funzionari hanno già un quadro completo della situazione, non occorrono altri riscontri.

Girano su sè stessi per ritornare in ufficio e, per un pelo, non vengono investiti da un carrello elevatore che passa a gran velocità: il mulettista, senza cintura, grida loro di stare piu’ attenti.

Il titolare ancora maneggia con in faldoni, la scrivania ormai coperta dal piu’ totale disordine.

Sottovoce mormora:”Cavoli, erano qua…dove diamine…” vi faro’ avere tutto..appena torna l’impiegata!.

Ma ormai è troppo tardi, Il Primo Ispettore sta già stilando tutte le non conformità, nessuna esclusa.

Il verbale di ispezione sarà di tre pagine, l’equivalente di cinque o sei stipendi dei lavoratori.

E la promessa che l’Ats sarebbe tornata a breve…

Conta piu’ apparire o essere?

#DrDiegoPanzeri #Area81srl

 

 

I corsi sulla sicurezza non servono…

I corsi sulla sicurezza non servono…se non sai cosa stai facendo.

Sono ormai un tecnico formatore senior, forse piu’ per l’età che non per le conoscenze: seguo infatti il vecchio adagio “non si finisce mai di imparare”.

Ho visto svilupparsi sia il D.Lgs 626/94, sia nascere e consolidarsi l’attuale Testo Unico Sicurezza D.Lgs 81/08.

Ma dopo piu’ di 10 anni di formazione a centinaia di lavoratori posso esprimere la mia modesta opinione:

I corsi sulla sicurezza del lavoro non servono a nulla se la mente del dipendente è occupata da altri pensieri.

Sono forse impazzito? io che promuovo e offro corsi di formazione da anni?
Sembrerebbe di sì, ma conservo ancora un minimo di lucidità per convincervi che non è così.

Il lavoratore di suo pensa sempre ad altro che non sia la sicurezza: non solo durante i corsi, ma anche prima e dopo.

La mente vaga ai figli, alla moglie, alla prossima auto da acquistare, alle vacanze…oppure si immagina in un’altra ditta o con un altro impiego.

La formazione è quasi sempre un momento di pausa nella routine del lavoro: si partecipa al tal monte ore, obbligati dal datore di lavoro, fino al superamento del test e il conseguimento dell’attestato…

Poi si ritorna al solito tram tram.

Mi direte: sì ma non sei capace di motivarli abbastanza, non sai coinvolgere l’aula, non sai essere interessante, non sai tenere l’attenzione…

Puo’ essere tutte le cose o nessuna ma il concetto è questo: il lavoratore in quel tale posto è contento? è soddisfatto della sua mansione? E’ CONCENTRATO SU QUELLO CHE STA FACENDO?
Una mole di nozioni, così come previsto dai contenuti dei programmi dei corsi, conseguono l’obiettivo di formare il lavoratore?

Ripartiamo dalla testa del dipendente e da quello che vuole.
Se è soddisfatto di cio’ che ha sul lavoro allora siamo a metà dell’opera, e i corsi sì possono avere un senso.

E’ un percorso personale, certo, ma ho visto e vedo troppe facce di gente svogliata o poco motivata sul lavoro da non aspettarmi che una pur coinvolgente formazione possa migliorare l’atteggiamento sul lavoro.

I programmi degli Accordi Stato e Regione sono ancora di tipo nozionistico…Secondo i testi normativi il lavoratore deve conoscere buona parte della legge, le figure della sicurezza coinvolte, rischi specifici etc etc, dispositivi di protezione etc etc..

Certo certo tutto utile.
Uno deve sapere chi è l’RSPP, a che serve il Medico Competente, quale numero comporre o cosa fare in caso di emergenza, ma nel quotidiano? Dove sta la mente? dove vaga?

Ripartiamo dal concetto di lavoro, come espressione delle capacità del singolo e la voglia di fare qualcosa che sa fare, non solo come occupazione.

Ognuno puo’ essere occupato ma non per questo significa che sta lavorando, sta solo percependo un compenso per fare qualcosa.

E quindi in questo caso puo’ essere distratto per la maggior parte del tempo.

Ma se ho persone motivate che contribuiscono con il loro sapere teorico o pratico, allora una persona si sente motivata, realizzata, il cervello è acceso, il sistema datore di lavoro, lavoratore e sicurezza si attiva in automatico perchè il dipendente si sente vivo, PERCEPISCE la realtà, è CONNESSO e tutti i sensi sono in funzione.

Le capacità di autotutelarsi, di autoproteggersi, di adottare prassi e comportamenti di buon senso SONO IN FUNZIONE senza che nessuno lo ripeta continuamente.

Ovviamente do’ per scontato che l’ambiente lavorativo sia sicuro, macchine a norma, protezioni segnaletica e quant’altro…
Ma è sempre l’individuo che fa la differenza, nell’evitare di farsi male o negli infortuni anche piu’ gravi.
Lavoriamo piu’ sulla persona, cerchiamo di capire se al lavoratore piace fare quello che sta facendo, se è adatto per quella mansione, se si trova quindi nel posto giusto; facciamo lo sforzo di fare un passo indietro.

Altrimenti la formazione sarà solo un guadagno per chi la propone e una coscienza bella pulita per il datore di lavoro.

Ancora troppo spesso la formazione è una formalità tradotta in tempo speso seduti su una sedia senza portare reali benefici alla sicurezza del singolo e dei colleghi.

Tra i due litiganti, la società che spinge per fare i corsi e il datore che insiste per rimandarli o farli a poco prezzo, il terzo, IL LAVORATORE, questa volta non gode.

Diego Panzeri.

Formazione Attrezzature Pericolose (Primo Aggiornamento)

Attenzione: per chi usa alcune attrezzature (pericolose).

La prima scadenza da tenere d’occhio è il 12 marzo 2018 per l’aggiornamento della formazione.

 

Sono passati infatti 5 anni dall’entrata in vigore dell’Accordo Stato Regioni del 22/02/2012 (entrato in vigore il 12 marzo 2013).

 

I soggetti abilitati alla conduzione di particolari attrezzature quali:

 

le piattaforme di lavoro mobili elevabili (PLE)
le gru a torre
le gru mobile
le gru per autocarro
i carrelli elevatori semoventi con conducente a bordo (a braccio telescopico, industriali semoventi, sollevatori/elevatori semoventi telescopici rotativi)
i trattori agricoli o forestali
le macchine movimento terra (escavatori idraulici, a fune, pale caricatrici frontali, terne, autoribaltabile a cingoli)
le pompe per calcestruzzo.
le macchine movimento terra (escavatori idraulici, a fune, pale caricatrici frontali, terne, autoribaltabile a cingoli)

le pompe per calcestruzzo

dovranno aggiornare la formazione se passati 5 anni dalla prima formazione ricevuta.

 

Lo stesso Accordo Stato Regioni del 22/2/2012, al punto 6, ha stabilito che l’abilitazione deve essere rinnovata entro i 5 anni dalla data di rilascio dell’attestato previa verifica della partecipazione a un corso di aggiornamento avente una durata minima di 4 ore delle quali almeno 3 ore relative agli argomenti dei moduli pratici di cui agli allegati.

 

In merito alla Formazione Attrezzature Pericolose, si legge dall’Accordo…

 

Gli attestati di abilitazione conseguenti ai corsi di cui al punto 9.1 hanno validità di 5 anni a decorrere rispettivamente dalla data di attestazione di superamento della verifica finale di apprendimento per quelli di cui alla lettera a), dalla data di aggiornamento per quelli di cui alla lettera b) e dalla data di attestazione di superamento della verifica finale di apprendimento per quelli di cui alla lettera c)”.

 

Se necessitate chiarimenti ci siamo sempre.

Dr. Diego Panzeri

 

Promo Corso Antincendio: affrettati!

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Corso Intero rischio basso: € 100.00 anzichè 150

 

Aggiornamento Corso rischio basso: € 80.00 anzichè 120

 

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Aggiornamento Corso rischio medio: € 100.00 anzichè 150

Ricordiamo le possibili sanzioni relative alla mancata formazione degli addetti al primo soccorso e antincendio: arresto per il datore di lavoro da 2 a 4 mesi oppure ammenda da € 1.315,00 a € 5.699,20.

Giorni che restano per iscriverti!

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info 039-2911151

Non Rimanere Fuori!