L’ho letto su internet.

Vi è già capitato di riferire a qualcuno questa frase?

credo di sì, penso che tutti l’abbiamo fatto almeno una volta.

In passato si diceva: “l’hanno detto in televisione”, ricordate?

Ci torna in mente forse con un po’ di nostalgia (almeno per chi ha 40 anni come me!) anche se ancora oggi qualche elettrodomestico o panno pulitore miracoloso (o affettatore multiuso, ma anche vaporella:))) riportano ancora la scritta “visto in TV”.

In passato quando il televisore costituiva l’unico mezzo di informazione, il passaggio in TV di una marca o di un prodotto dava valore e credibilità a qualsiasi prodotto pubblicizzato.

Ci si fidava ciecamente, non c’erano altre “verità”.

Cio’ che si vedeva era vero, certo, sicuro.

E oggi? Dove invece c’è la rete a padroneggiare?

L’aver letto una certa informazione in internet, ci fornisce ancora quella “sicurezza” di aver trovato un dato veritiero?

Siamo sicuri che i centinaia (spesso contrastanti) articoli, posts, testi, su qualsiasi argomento costituiscono informazioni attendibili?

Dubito…

Eppure ogni giorno, tramite PC o l’inseparabile smartphone ricerchiamo notizie, ricette, sconti su viaggi, ordiniamo la spesa e a volte ci facciamo anche le diagnosi! (alzi la mano chi non ha mai provato a ricercare con google la causa di un dolore o di un certo fastidio…).

Google ci travolge ormai con ogni genere di informazione, senza però “controllare” il flusso di informazioni che riceviamo.

Tocca a noi distinguere i contenuti attendibili da quelli farlocchi.

Ma siamo in grado? Sappiamo riconoscere l’autorevolezza di un testo oppure ci beviamo tutto quello che leggiamo?

Senza offesa per nessuno ma quanti di voi hanno preso per buone e veritiere le recensioni sui ristoranti, alberghi o pacchetti viaggi?

Eppure nessuno conosce l’identità di chi lascia il feedback!!! Diamo credito a gente mai vista…

Per inerzia e abitudine siamo però portati a fidarci del prossimo, atteggiamento ereditato da un passato ancestrale dove per la ricerca del cibo o per la difesa dai predatori occorreva “fare gruppo”.

La propensione a fidarsi del prossimo puo’ essere però pericolosa quando, anzichè ricercare nei forum la ricetta della pasta alla norma (prendendo, lo sottolineo, per buoni i consigli di perfetti sconosciuti), interroghiamo Google per metterci in regola con la sicurezza sul lavoro!.

Se sbagliassi a friggere le melanzane o a mettere un altro formaggio al posto della ricotta potrà venire poco buona la pasta ma non mi farei un gran male…

Diverso è invece il discorso quando ci si autoinforma su materia che toccano la responsabilità penale dell’individuo.

Eh sì, in materia di sicurezza e salute, il primo responsabile è il Datore di Lavoro, il quale, in caso di (facciamo sempre le corna) incidenti, infortuni o inadempienze a tutela dei lavoratori, è chiamato a risponderne nelle dovute sedi…

Vi fidate quindi di chi propone soluzioni lampo per sistemare la sicurezza aziendale?

Di chi vi vende un modulo da compilare in word?

Ricordo che il Testo Unico di Sicurezza D.Lgs 81/08 è ormai chiaro sugli obblighi e doveri delle figure che gestiscono la prevenzione e la protezione dei lavoratori in azienda.

Attenzione quindi alle ricette facili in tema di protezione dei dipendenti, evitate di fare “tutto online” se non conoscete la società di consulenza o il professionista improvvisato.

Per questioni delicate come la sicurezza e la salute delle persone optate per un incontro di persona con chi è in grado di garantirvelo, non limitatevi a gugolare.

Non abbiate fretta e valutate attentamente le proposte che vi vengono fatte e come verranno attuate.

Non fatevi abbagliare dagli sconti o da chi vi compila i documenti senza sopralluogo.

La pasta alla norma nei casi peggiori la potete buttare, che fare invece se in ditta si fa male qualcuno per aver sbagliato la ricetta scaricata da internet???

A presto cari

Dr. Diego Panzeri

www.sicurezzaperlavoro.it