Spesso su pagine web dedicate alla sicurezza sul lavoro troviamo l’elenco dei compiti dell’RSPP esterno, copiato e incollato direttamente dal decreto 81.

Raramente si trova però traccia di cosa significano concretamente nelle realtà lavorativa quotidiana questi compiti per il Responsabile della Sicurezza RSPP Esterno.

Vediamo ora punto per punto le funzioni dell’RSPP interno o esterno con relativa spiegazione ed esempi pratici per meglio comprenderne il significato.

I compiti dell’RSPP vengono definiti dall’art. 33 del Decreto 81

  1. individuazione dei rischi, valutazione dei rischi e individuazione delle misure necessarie per garantire la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro;

Spiegazione:

sembrerebbe che l’RSPP debba valutare i rischi una volta individuati. Ricordiamo invece che la valutazione dei rischi è un obbligo non delegabile del Datore di Lavoro e non dell’RSPP che ha invece una funzione “collaborativa” e tecnica nel rilevare i rischi insiti nelle lavorazioni per poi cercare misure e soluzioni pratiche per garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori.

Esempi pratici:

L’RSPP propone un sistema di aspirazione centralizzato per la captazione di fumi di saldatura o di vapori organici emessi durante le operazioni di verniciatura.

  1. elaborazione delle misure preventive e protettive (art. 28 comma 2) e dei sistemi di controllo di tali misure;

Spiegazione:

L’RSPP elabora misure preventive e protettive, cioè soluzioni e accorgimenti per ridurre i rischi sul lavoro.

Esempi pratici:

Misure preventive: tutti i sistemi che si adottano in un cantiere edile: delimitazione e protezione dell’area di intervento, segnaletica stradale e di sicurezza, regole di precedenza per gli automezzi.

Misure protettive: parapetti per gli operati, sistemi di imbragatura, dispositivi di protezioni individuali come elmetto, scarpe, occhiali protettivi.

  1. elaborazione delle procedure di sicurezza nelle varie attività aziendali;

Spiegazione:

trattasi delle “procedure operative di sicurezza”, cioè di disposizioni, di buone prassi, di condotte da adottare al fine di eliminare o ridurre i rischi sul lavoro. Sono da consegnarsi ai lavoratori ed è per ciò necessario che siano in forma scritta anche per dimostrare tramite l’avvenuta consegna tramite la controfirma del lavoratore per ricevuta.

Esempi pratici:

una procedura di sicurezza puo’ essere indicata per gestire al meglio le operazioni di potatura di una siepe che si affaccia su strada pubblica (es. come segnalare l’area, come disporre i mezzi e le attrezzature in strada, come disporre la cartellonistica di cantiere, quali dispositivi di protezione utilizzare  le operazioni di pulizia etc…)

  1. proposta dei programmi di informazione e formazione dei lavoratori;

Spiegazione:

L’RSPP deve proporre programmi di informazione, con contenuti appropriati e comprensibili ai lavoratori. L’informazione è la trasmissione di nozioni e concetti come i rischi a cui sono esposti, i nominativi degli addetti responsabili alla sicurezza e alle misure di soccorso. La formazione ha lo scopo invece di istruire i lavoratori su come comportarsi in determinate operazioni a rischio per la sicurezza o la salute, quali dispositivi di protezione indossare, cosa fare o non fare in caso di situazioni anomale. Ricordiamo che la informazione e formazione dei lavoratori in materia di rischi è un obbligo permanente in carico al datore di lavoro.

Esempi pratici:

L’RSPP oltre ai corsi obbligatori puo’ proporre formazione specifica aggiuntiva, per esempio approfondimenti circa l’utilizzo di un particolare carrello elevatore appena introdotto e diverso dal solito oppure qualche ora di addestramento a seguito di un inserimento di un sollevatore per pazienti in una casa di riposo o di una nuova sostanza chimica in un’industria.

  1. partecipazione alle consultazioni riguardanti la salute e la sicurezza sul lavoro e alla riunione periodica obbligatoria in base all’art. 35;

Spiegazione:

L’RSPP interviene se consultato nelle questioni che riguardano il bene dei lavoratori e, nei casi con piu’ di 15 lavoratori, partecipa alla riunione periodica insieme con il Datore di Lavoro, Il Medico Competente e il Rappresentante dei Lavoratori. In questa riunione si fa il punto della situazione partendo dall’analisi del DVR e valutando se sono necessari correttivi per il mantenimento o il miglioramento delle condizioni dei lavoratori.

Esempi pratici:

Il Datore di Lavoro puo’ chiedere consiglio all’RSPP per come migliorare la sicurezza di un’ attrezzatura o per formalizzare un richiamo scritto per un lavoratore inadempiente o per il miglioramento di una procedura di sicurezza già in uso.

  1. somministrazione ai lavoratori delle informazioni elencate nell’art. 36.

Spiegazione:

Ogni nuovo lavoratore deve ricevere informazioni sui nominativi dell’organigramma di sicurezza aziendale, cioè dell’RSPP, Medico del Lavoro, addetti al primo soccorso ed emergenze. Questo compito è affidato al Responsabile della Sicurezza.

Esempi pratici:

Ricordiamo sempre che tutto quanto si trasmette al lavoratore deve essere in forma scritta in modo da poter essere esibita in caso di controlli. Generalmente per soddisfare questo punto si consegnano opuscoli o piccoli manuali a ciascun lavoratore.

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